L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 dicembre 2020

Gli ebrei sionisti che Dio ama a discapito degli altri uomini, per le leggi internazionali ha occupato illegalmente il Golan

L’ONU riafferma la sovranità di Damasco sulle Alture del Golan


[Agenda 3-16 dicembre 2020. Tenere una finestra aperta sul mondo. In questa prospettiva, la nostra rubrica quindicinale racconta, attraverso cinque notizie, quanto accade nel panorama internazionale, in linea con le tematiche di Voci Globali.]

Foto dell’utente Flickr Israel Defense Forces – Licenza CC con attribuzione

Politica internazionale – Il Golan occupato “appartiene” alla Siria. Lo dice la comunità internazionale

Il 4 dicembre è stata resa nota la risoluzione A/75/L.29 – denominata “The Syrian Golan” – con la quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato nulla la decisione di Israele di estendere “leggi, giurisdizione, amministrazione israeliane alle Alture del Golan”, come del resto aveva già aveva fatto il Consiglio di Sicurezza nel lontano 1981 (risoluzione 497). Il documento – adottato (il 2 dicembre) con 88 voti favorevoli, 9 contrari e 62 astensioni – ribadisce la sovranità di Damasco sull’altopiano, occupato dall’esercito israeliano nel 1967 durante la cosiddetta “Guerra dei 6 giorni“. E chiede il ritiro dei militari dalla zona, evidenziando che “l’annessione de facto costituisce un ostacolo per il raggiungimento di una pace giusta e duratura nella regione” mediorientale. Da 35 anni le Alture del Golan, territorio di confine dotato di grande importanza strategica, sono contese tra Siria e Israele. I due Stati per un lungo tempo hanno tenuto colloqui segreti nel tentativo di trovare un accordo per porre fine all’occupazione militare israeliana. L’inizio della guerra in Siria, nel 2011, ha determinato la fine dei loro negoziati.

Giustizia sociale – MasterCard e Visa bloccano i pagamenti su Pornhub per video di abusi

MasterCard e Visa, il 6 dicembre, hanno avviato delle indagini in merito al loro “rapporto di affari” con Pornhub, dopo le accuse del New York Times, secondo cui il noto sito web pornografico consentirebbe la pubblicazione di video contenenti abusi sessuali anche su minori. Il 10 dicembre, l’inchiesta della MasterCard ha confermato “la violazione degli standard” aziendali, in base ai quali è vietata qualsiasi tipologia di transazione finanziaria illecita. Quella della Visa è ancora in corso. In ogni caso, entrambe le compagnie hanno deciso di bloccare l’utilizzo delle loro carte di credito sul sito. Gli utenti di Pornhub quindi non potranno più effettuare pagamenti di abbonamenti premium e di altri servizi attraverso i due circuiti internazionali. Diane Hawkins – vice presidentessa e direttrice esecutiva del National Center on Sexual Exploitation, organizzazione no-profit con base a Washington – ha espresso gratitudine per la scelta delle due colossi poiché, a suo avviso, “porterà cambiamenti significativi” nella lotta allo sfruttamento sessuale soprattutto dei bambini.

Diritti umani – America centrale, nuova risposta alla crisi degli sfollati interni

I sette Stati del MIRPS (Marco Integral Regional para la Protección y Soluciones) – meccanismo di solidarietà creato nel 2017 dai Governi del Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Panama – hanno adottato, l‘8 dicembre, la Dichiarazione di San Salvador volta a promuovere il loro impegno nella risoluzione della crisi degli sfollati interni, che ad oggi coinvolge oltre un milione di persone fuggite da violenze e persecuzioni. Il documento è altresì indirizzato ai richiedenti asilo, ai rifugiati, ai rimpatriati, che – data la pandemia da Covid-19 – necessitano ancora di più di protezione, assistenza umanitaria, benefici sociali ed economici, compresi l’inclusione nel mercato del lavoro e il riconoscimento delle loro competenze professionali nei limiti delle capacità legislative e finanziarie proprie di ciascun Stato MIRPS. La Dichiarazione, inoltre, rileva l’importanza di adottare misure nazionali per prevenire e combattere le manifestazioni di violenza, stigmatizzazione, xenofobia nei confronti dei migranti della regione, la cui presenza è erroneamente associata alla diffusione del coronavirus.

Ambiente – Proclamati i “Champions of the Earth” 2020.

L’UNEP (UN Environment Programme), l’11 dicembre, ha proclamato i 6 sei vincitori del premio “Campioni della Terra” 2020. Si tratta della più alta onorificenza in materia ambientale attribuita dalle Nazioni Unite a eminenti personalità istituzionali, della società civile e del settore privato, che dimostrano particolare impegno nel “sollecitare azioni coraggiose a favore del Pianeta e dei suoi abitanti”, fronteggiando “una triplice crisi globale caratterizzata da: cambiamento climatico, perdita della biodiversità, inquinamento“. I vincitori di quest’anno sono: Frank Bainimarama, premier delle Fiji, per la sezione “Politiche e Leadership”; Fabian Leendertz, scienziato tedesco, per la sezione “Scienza e Innovazione”; Mindy Lubber, AD statunitense della no-profit Ceres, per la sezione “Visione imprenditoriale”; Nemonte Nenquimo, attivista ecuadoregna e prima donna leader del popolo Waoroni, per la sezione “Ispirazione e Azione”; Yacouba Sawadogo, agricoltore burkinabé, sempre per la sezione “Ispirazione e Azione”; Robert D. Bullard, professore universitario statunitense, per la sezione “Giustizia ambientale”.

Africa – Sudan, l’economia è nelle mani dei militari

“Ogni esercito del mondo investe nelle imprese del settore della difesa. Ma è inaccettabile che i servizi militari e di sicurezza lo facciano anche in altri ambiti produttivi, diventando così competitor dei privati”. Con queste parole il premier sudanese Abdullah Hamdok ha espresso ancora una volta – nel corso di una conferenza stampa del 14 dicembre – le sue critiche nei confronti del ruolo dominante rivestito dall’esercito sudanese nell’economia nazionale. Secondo la stampa locale, esercito e servizi di sicurezza controllano circa 250 aziende in settori vitali, quali: l’oro, la gomma arabica, le esportazioni di carne, la farina, il sesamo. Tali società sono esenti dalle imposte sul reddito e operano nella più totale “opacità”, mentre il Paese sprofonda sempre più nella stagnazione economica. Le dichiarazioni di Hamdok – i cui rapporti con i militari si sono ormai da mesi deteriorati – arrivano all’indomani della decisione di Washington di rimuovere il Sudan dalla “black list” degli Stati sponsor del terrorismo. Una scelta importante che consentirà al Paese africano, tra le altre cose, di poter accedere ai network finanziari internazionali.

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