L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 dicembre 2020

I politici, le televisioni, i giornalisti di professione di Euroimbecilandia tutta dopo avere eseguito l'ordine datogli dal loro padrone di osannare il burattino Guaidò visto l'impossibilità di sostenerlo di fronte agli accadimenti succedutesi in Venezuela, nonostante che lo avessero imbottito di dollari, l'hanno lasciato a se stesso abbandonandolo nel dimenticatoio purificatore

Guaidò ha ricevuto più di 841 milioni di dollari nel 2020 per minare la pace in Venezuela

29.12.2020 - Lorenzo Poli


In questo anno 2020, Juan Guaidó ha ricevuto più di 841 milioni di dollari dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dai paesi alleati all’imperialismo nordamericano, con il fine di minare la stabilità politica, sociale ed economica del popolo venezuelano. Gran parte di questo denaro proveniva dalla società Citgo1, che dopo essere stata arbitrariamente rubata da Guaidó in complicità con il governo degli Stati Uniti, è stata ferocemente saccheggiata da una piccola leadership che appartiene al governo di Guaidó in Venezuela.

Il discorso sulla crisi economica in Venezuela, promosso dall’Assemblea Nazionale con una maggioranza di opposizione e ancorato alla richiesta di sanzioni contro il popolo venezuelano, si è rivelato un affare benefico per Guaidó e gli autoproclamati leader del G-4, che ha accumulato ingenti somme di denaro in cambio di morti venezuelani, che non hanno potuto ricevere cure mediche a causa del blocco che persiste nel Paese. In questo senso, i media e la ricerca venezuelani hanno alzato la voce e lamentato, attraverso piattaforme digitali, tutti i milioni di dollari che sono stati sottratti al popolo venezuelano, nel corso di quest’anno.

“Ricordiamo i numeri dei contributi internazionali a Guaidó nel 2020: 841 milioni 645 mila dollari. Ovvero, più di 70 milioni di dollari al mese. Più di 2,3 milioni di dollari al giorno! Più di 1.600 dollari al minuto!” – ha scritto il sito web La Tabla, che è un punto di riferimento per il giornalismo investigativo e analitico nel paese2.

Uno spettacolo molto ben organizzato per depredare il popolo venezuelano. All’estrema destra sono stati consegnati assegni per somme di denaro esorbitanti, un’azione che ha due aspetti: vantarsi della presunta “crisi umanitaria” davanti ai media imperialisti, e “la verità per la nostra nazione”. In questo modo, quelle ingenti somme di denaro hanno finanziato ciascuna delle aggressioni che sono state perpetrate contro il Venezuela.

La Tabla ha affermato che il 17 novembre la Spagna ha assegnato $ 20 milioni 500 mila, attraverso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’UNHCR, per la “crisi umanitaria” in Venezuela. La presunta “crisi umanitaria” si è rivelata l’attività dell’anno, non solo per i paesi vicini al Venezuela, che hanno aderito anche al copione dell’agenda golpista degli Stati Uniti, ma per lo stesso Juan Guaidó e i suoi alleati, che ancora rimangono latitanti per la giustizia venezuelana. Il 20 settembre il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato un premio di 348 milioni di dollari che includono, secondo Latablablog, “143 milioni di dollari dall’Ufficio per la popolazione, i rifugiati e la migrazione del Dipartimento di Stato e più di 205 milioni di dollari dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale”.

Nonostante la mancata accettazione del popolo venezuelano, una piccola dirigenza della destra venezuelana continua a scommettere sulla violenza, sul furto dei beni venezuelani e sul saccheggio delle ricchezze che appartengono ai venezuelani, per cercare di destabilizzare il governo Maduro. La Tabla riporta inoltre che l’8 settembre l’Unione Europea (UE) ha approvato l’importo di 14 milioni 500 mila dollari per “sostenere la risposta regionale” ai “milioni di rifugiati e migranti venezuelani” in Colombia, Ecuador e Perù. Soldi che, verosimilmente sono finiti nelle tasche di Guaidò e del suo governo fantoccio.

Non dimentichiamoci inoltre che ammontano a più di 400 milioni di dollari le perdite3 nette accumulate dalla società Citgo, controllata illegalmente da Guaidó, durante i primi tre trimestri del 2020. Nel primo trimestre (GEN-MAR) del 2020 le perdite sono state di 159 milioni di dollari e nel secondo (APR-GIU) di 5 milioni. Pertanto, il cumulato da gennaio a settembre 2020 ammonta a 412 milioni. Secondo l’ultimo rapporto, pubblicato venerdì 13 novembre sul sito web dell’azienda, le perdite tra luglio e settembre ammontano a 248 milioni di dollari.

Da segnalare che le operazioni di raffinazione, con Guaidó, sono scese a 544mila barili/giorno dagli 825mila barili registrati nello stesso periodo dello scorso anno, ovvero il 35% in meno. La situazione è talmente grave che il consiglio di amministrazione ha deciso di decretare una riduzione del 10% dello stipendio e di smettere di versare i contributi al fondo pensione dei 3.300 lavoratori della società di raffinazione.

1# Azienda pubblica venezuelana di proprietà di PDVSA

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