L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 13 dicembre 2020

Idrossiclorichina sdoganata in Italia

Il Consiglio di Stato accetta il ricorso dei medici sulla prescrizione dell’Idrossiclorochina

11.12.2020 - Redazione Italia


Con un’ordinanza pubblicata oggi la terza sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di un gruppo di medici di base e ha sospeso la nota del 22 luglio 2020 di Aifa che vietava la prescrizione «off label» (ossia per un uso non previsto dal bugiardino) dell’idrossiclorochina per la lotta al Covid 19. Nelle oltre 30 pagine dell’ordinanza il Consiglio di Stato ricorda che “la perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa Aifa a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati, non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti”.

Tra i firmatari del ricorso c’era anche il Dottor Antonio Marfella che nel giugno di quest’anno era stato firmatario della lettera che IppocrateOrg ha promosso e inviato alla rivista scientifica The Lancet che aveva pubblicato uno studio nel quale screditava l’idrossiclorochina. Nella lettera promossa da Ippocrate si contestava su basi scientifiche le risultanze dello studio teso a screditare l’efficacia del farmaco.

Dichiara Mauro Rango, fondatore di IppocrateOrg: “la sentenza del Consiglio di Stato di oggi sull’Idrossiclorochina riporta al centro la questione della scientificità su cui si devono basare le decisioni politiche. Prende dunque le distanze dalla “narrazione medica” portata avanti finora dai mass media e riafferma, rispetto alla narrazione giornalistica attuata da marzo ad oggi, il valore della realtà medico-scientifica”.

“La battaglia – continua Rango – non è conclusa dato che se il Consiglio di Stato riconosce la mancanza di fondamento del divieto di Luglio, tuttavia resta in vigore il provvedimento di Maggio con cui AIFA applica le risoluzioni sull’idrossiclorochina che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia Europea del Farmaco non ha ancora ritirato.”

IppocrateOrg ricorda che l’idrossiclorichina, come trattamento nella primissima fase sintomatica della malattia, è raccomandata nel protocollo di cure del Covid-19 che il Movimento ha prodotto e che viene usato sempre da più medici nella battaglia contro la pandemia per salvare sempre più vite umane, primo principio del Giuramento di Ippocrate.


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