L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 dicembre 2020

Il corrotto euroimbecille Pd è un maestro nelle manovre tant'è che dimentica sistematicamente che per la politica è prioritario dare risposte alle comunità

Elezioni Calabria, centrosinistra in tilt: il tavolo del Partito democratico è ormai un teatrino

VIDEO | Clamoroso lo scontro tra Tansi e il commissario regionale dei democrat Graziano. Forti perplessità sulla gestione sono state espresse anche dai 5s a partire da Alessandro Melicchio

di Riccardo Tripepi 
18 dicembre 2020 12:32

Non riesce a decollare la discussione al tavolo del centrosinistra che il commissario regionale del Pd Stefano Graziano sta provando a coordinare senza successo.

Dopo la prima seduta interlocutoria che aveva registrato l’assenza dei movimenti civici, la seconda riunione sempre virtuale ha visto almeno inizialmente la partecipazione di Carlo Tansi. Neanche il tempo di avviare la discussione, però, che il leader di Tesoro Calabria ha abbandonato i lavori in aperto dissenso con Graziano che lo ha accolto con una battuta evidentemente non gradita.

Il Pd sta provando a minimizzare l’accaduto puntando l’indice su Tansi e sulla sua eccessiva voglia di protagonismo e di candidatura, ma la le modalità di gestione del tavolo però cominciano a fare venire dubbi a tantissimi. E non solo tra i movimenti civici come quello di Pino Aprile che se ne tengono a distanza.

I commenti rilasciati anche dai delegati del Movimento Cinque Stelle dopo la riunione rendono l’idea di un clima di confusione totale. Il deputato pentastellato Alessandro Melicchio, ad esempio, su facebook ha dedicato un post al vetriolo proprio a Graziano ricordando come le vere emergenze da affrontare in Calabria siano ben diverse dai giochi di partito. «La politica spesso lo dimentica – scrive Melicchio - soprattutto nei momenti determinanti, ancor di più se a far politica per la Calabria è un politico che non è calabrese».

Abbastanza per mettere in discussione anche la stessa alleanza tra Pd e Cinque Stelle che pure il commissario Graziano ha ormai dato per scontata vista la partecipazione dei grillini al tavolo delle interpartitiche.

La strada invece pare tutta in salita anche nella costruzione della coalizione e lo scandalo dei brogli al Comune di Reggio che ha portato agli arresti un componente della direzione nazionale Antonino Castorina e adesso provoca imbarazzi allo stesso sindaco Giuseppe Falcomatà contribuisce a fare aumentare i fermenti interni ad un Pd che nonostante il commissariamento, evidentemente senza risultato, continua a navigare a vista e ripete gli stessi errori che hanno condotto alla sonora sconfitta di Pippo Callipo meno di un anno fa.

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