L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 dicembre 2020

Il M5S sulla buona strada della Lorenzin, la malafede è la strada che hanno imboccato

Sileri “Vaccino obbligatorio se molti non lo fanno”/ “Seconda ondata? Non da scuola”

Pubblicazione: 03.12.2020 - Silvana Palazzo

Pierpaolo Sileri su vaccino obbligatorio: “Partiamo senza, ma se molti non lo fanno bisogna ricorrere a qualche forma di obbligatorietà”. Invece su seconda ondata esclude impatto scuola

Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute (LaPresse, 2020)

Pierpaolo Sileri è convinto che ci sarà una grande adesione alla campagna di vaccinazione di massa, più di quella del vaccino antinfluenzale. Il viceministro della Salute ne ha parlato a Radio Radio, spiegando che se non dovesse andare così, il vaccino anti Covid potrebbe essere reso obbligatorio. «Si parte senza vaccino obbligatorio, poi vediamo in itinere anche l’aderenza alla vaccinazione. Se poi ti trovi che le persone non vogliono farsi il vaccino perché hanno timore e solo il 15% ne fa uso, è chiaro che bisogna ricorrere a qualche forma di obbligatorietà». In ogni caso, resta convinto che non ci sarà bisogno di rendere obbligatorio il vaccino. «Anzi credo che gran parte della popolazione una volta arrivato chiederà di fare il vaccino», ha aggiunto Sileri. La campagna di vaccinazione partirà a gennaio, ma non saranno disponibilità già per tutti. «Prenderemo il 13% di tutte le dosi che arriveranno in Europa e piano piano si procederà alla distribuzione». Partendo da operatori sanitari e anziani, i soggetti più esposti e quelli più fragili. «La protezione di gregge deve partire dalla popolazione più anziana».

SILERI “SECONDA ONDATA? NON DA SCUOLA”

Il successo della campagna di vaccinazione di massa dipende però anche dalla trasparenza della comunicazione e dei dati sui vaccini. A tal proposito, entra nel merito delle polemiche suscitate dal virologo Andrea Crisanti nei giorni scorsi. «Ha detto una cosa tecnica in una forma un po’ imperfetta, avrebbe potuto dire la stessa cosa con altre parole e non sarebbe nata la polemica», ha dichiarato Pierpaolo Sileri a Radio Radio. D’altra parte, il viceministro della Salute ha spiegato che bisogna fidarsi degli enti regolatori: «C’è un ente europeo che controlla decine di farmaci che vengono utilizzati e salvano vite umane. Non è una ricerca nata ieri».

In merito invece alla seconda ondata, Sileri ha escluso che abbia avuto un impatto la scuola: «Non ha determinato grossi contagi. È più verosimile che i contagi siano avvenuti fuori in tutte quelle occasioni che vedono persone più giovani aggregarsi e poi portare il virus a casa». Nell’intervista è stato sollecitato anche sulla possibilità che si candidi a sindaco di Roma: «Mi sono ritrovato dalla sala operatoria a fare il viceministro con una pandemia che nessuno si aspettava. Io non ce la farei a lasciare questo compito per pensare ad altro». Sul futuro del governo, invece, Sileri ha spiegato che ritiene possa arrivare al 2023, ma d’altra parte non si pone neppure il problema: «Non ho tempo per le caz*zate».

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