L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 13 dicembre 2020

Il piglia tutto degli Stati Uniti obbliga a chi non vuole sottomettersi a creare alleanze tra loro, e soprattutto a eliminare il dollaro nello scambio commerciale

Ecco come si rafforza l’asse fra Russia e Iran. E a Biden non farà piacere…

Di Rossana Miranda | 12/12/2020 - 


Il ministro degli Esteri russo ha confermato che sono in corso azioni molto concrete – e per ora segrete – per sostenere gli amici iraniani, colpiti dalle sanzioni internazionali. Un piano per indebolire il dollaro e privilegiare le monete nazionali di Mosca e i suoi alleati

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, è destinato a guardare verso l’Oriente per la gestione dei nuovi equilibri geopolitici globali. Dalla Cina all’Iran, la sua squadra è già al lavoro per mettere mano ai diversi – e complessi – dossier che sono sul tavolo.

Come ad esempio l’alleanza tra Russia e Iran, che certo non beneficia un rinnovo dell’accordo nucleare iraniano; missione che sarebbe tra le mani del consigliere di Biden, Jake Sullivan.

Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha detto in un’intervista all'emittente radiotelevisiva iraniana Nirt, ripresa dall’agenzia Nova, che il supporto di Mosca agli amici di Teheran per fare fronte alle sanzioni internazionali potrebbe allargarsi: “Non solo non riconosciamo sanzioni unilaterali, ma sosteniamo l’Iran con azioni concrete. Potremmo fare più di chiunque altro. Non posso citare esempi concreti poiché le informazioni sono piuttosto sensibili, ma Teheran sa molto bene cosa stiamo facendo”.

E fa subito i conti. “Convertito in cifre – ha aggiunto Lavrov -, si tratta di miliardi di dollari. Il lavoro è in corso in tutti i settori, dall’agricoltura all’It (tecnologia dell’informazione)”.

Per il capo della diplomazia di Mosca lo scambio commerciale tra i due alleati è aumentato del 15%, nonostante la pandemia, grazie alla firma dell’accordo tra Iran e l’Unione economica eurasiatica (Eaeu).

Lavrov ha spiegato che “le catene di approvvigionamento tra Iran e Stati membri Eaeu si sono intensificate. Nei primi nove mesi del 2020, le esportazioni iraniane verso i paesi della Eaeu sono cresciute di quasi il 30%: questo è il miglior risultato al mondo nella crescita delle esportazioni nel mezzo delle conseguenze legate al coronavirus”.

“Possiamo utilizzare questo potenziale ancora più pienamente passando dall'accordo temporaneo tra la Eaeu e l’Iran a un accordo di libero scambio – ha concluso -. Questo è il prossimo passo, già in fase di elaborazione da parte degli esperti”.

E intanto si lavora sul piano delle valute. Lavrov ha detto che per quando riguarda le operazioni bancarie con gli iraniani, si continuerà a prediligere la moneta locale, escludendo il dollaro dalle transazioni: “La nostra priorità – come quella dell’Iran – è la dedollarizzazione, la sospensione del dollaro, il cui ruolo nel sistema monetario internazionale è ampiamente abusato dagli Stati Uniti. Sempre più Paesi assumono questa posizione, rendendosi conto che la dipendenza dal dollaro può essere utilizzata in qualsiasi momento contro di loro, come nel caso dell’Iran”.

L’uso delle monete nazionali, ha spiegato il ministro russo, è un obiettivo non solo all’interno dell’Unione economica eurasiatica (Eaeu): “Ne discutiamo anche con altri colleghi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, del Brics e in altri formati. Posso assicurarvi che continueremo a farlo in accordo con i nostri colleghi iraniani”.

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