L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 dicembre 2020

In politica, in natura, sempre non si può spingere nessun avversario all'angolo perchè costretto a reagire ne vale la propria sopravvivenza, pare che gli ebrei sionisti scordano questo principio basilare della convivenza umana

Monito Iran: “Israele non oltrepassi limite nostra pazienza”

Scritto da Marco Paganelli
Categoria: Politica EsteraPubblicato: 28 Dicembre 2020


(ASI) L'Iran ha avvertito Israele di non oltrepassare le sue "linee rosse" nel Golfo persico, cioè di evitare di porsi in forma aggressiva nei confronti di Teheran.

Il monito è giunto a pochi giorni dal dispiegamento di sottomarini dello Stato ebraico e degli Stati Uniti, nell’ area di crisi, a scopo difensivo. La nazione dei Pasdaran potrebbe lanciare un’ offensiva, verso le truppe di Washington e dello Stato ebraico nella regione, per vendicarsi dell’ uccisione del generale Qassam Soleimani e del responsabile del proprio programma atomico Mosen Fakrizadeh. Il portavoce del ministero degli Esteri del paese degli Ayatollah, Saeed Khatibzadeh, ha sottolineato che il proprio esercito è pronto a rispondere a qualsiasi "avventura" militare, della Casa Bianca e del suo stretto alleato, nel periodo che precede il passaggio del potere, del 20 gennaio a Washington, quando si insedierà il presidente eletto Joe Biden. Il leader di Gerusalemme Benjamin Netanyahu ha parlato intanto, nelle ultime ore, con l’omologo di Mosca, Vladimir Putin, in merito alla situazione mediorientale. La loro attenzione si è focalizzata sulla crisi siriana, iraniana, ma anche di quella che sta causando l’eterna lotta tra israeliani e palestinesi.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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