L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 dicembre 2020

La malaria uccide il covid-19 è utilizzato per uccidere, le terapie idonee non si devono usare neanche a casa

In Africa la malaria ucciderà più del coronavirus

Il bilancio delle vittime della malaria probabilmente supererà quello della Covid-19 nell'Africa subsahariana. A lanciare l'allarme oggi è l'Oms, nel suo ultimo rapporto globale sulla malattia infettiva trasmessa dalle zanzare

3 dicembre 2020

(foto: Егор Камелев/Unsplash)

In Africa si morirà più di malaria che di coronavirus. Il numero di decessi per la malattia infettiva trasmessa dalle zanzare nell’Africa subsahariana, infatti, sarà probabilmente di gran lunga superiore a quello della Covid-19. A lanciare l’allarme è stata l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che nel suo ultimo rapporto World malaria report riporta l’attenzione su questa malattia tanto pericolosa quanto prevenibile e curabile, sottolineando che se continueranno le interruzioni ai servizi sanitari e ai programmi nazionali mirati ad affrontarla a causa della pandemia del coronavirus, la mortalità per la malaria sarà maggiore di quella direttamente causata dalla Covid-19.

Dal nuovo rapporto è emerso che solamente lo scorso anno oltre 409mila persone in tutto il mondo, per la maggior parte dei casi bambini di età inferiore ai 5 anni delle aree più povere dell’Africa (il 67% dei decessi), sono morte a causa della malaria. Questa malattia, ricordano dall’Oms, è causata dal parassita Plasmodium (P. falciparum e P. vivax) e trasmessa con la puntura di zanzare Anopheles infette. I primi sintomi, che compaiono solitamente circa 10-15 giorni dopo la puntura, sono febbre, mal di testa, brividi e se non trattati con estrema tempestività (soprattutto per la malattia da P. falciparum), possono progredire in una malattia grave e portare fino alla morte.

Come evidenzia il rapporto, inoltre, solamente lo scorso anno si sono registrati 229 milioni casi di malaria nel mondo e circa la metà della popolazione mondiale continua ad essere a rischio di contrarre la malattia, che uccide ancora oggi un bambino ogni due minuti. La maggior parte dei casi e dei decessi si verificano nell’Africa subsahariana, dove, nel 2019, si sono registrati il 94% di tutti i casi e morti per questa malattia. In 6 Paesi c’è stata circa la metà di tutti i decessi nel mondo: Nigeria (23%), Repubblica Democratica del Congo (11%), Tanzania (5%), Burkina Faso (4%), Mozambico ( 4%) e Niger (4% ciascuno).

Numeri, spiegano dall’Oms, destinati ad aumentare quasi certamente con il coronavirus. “Le nostre stime dimostrano che, a seconda del livello di interruzione dei servizi a causa della Covid-19, potrebbe esserci un eccesso di morti per malaria tra le 20mila e le 100mila persone, soprattutto bambini piccoli, solo nell’Africa subsahariana”, spiega a Reuters Pedro Luis Alonso, direttore del programma contro la malaria dell’Oms. “È molto probabile che la mortalità in eccesso per malaria sarà maggiore della mortalità diretta da Covid-19”. Molti Paesi, spiegano gli esperti dell’Oms, hanno continuato a lottare contro la malattia, nonostante le sfide senza precedenti imposte dalla pandemia del coronavirus.

Ma “il successo a lungo termine nel raggiungere un mondo libero dalla malaria entro una generazione è tutt’altro che assicurato”, avverte Alonso. Ciò nonostante, l’attenzione e i finanziamenti globali si sono incentrati unicamente sulla pandemia da Covid-19. “Il mondo della salute globale, i media e la politica sono tutti pi dalla Covid-19, e prestiamo pochissima attenzione a una malattia che sta ancora uccidendo oltre 400mila persone ogni anno, principalmente bambini”, ha riferito Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo globale per la lotta all’aids, alla tubercolosi e alla malaria. “Questa è una malattia di cui possiamo sbarazzarci, quindi è una nostra scelta non farlo”.

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