L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 dicembre 2020

La procura di Catanzaro, le forze dell'ordine continuano a tenere sotto scacco il Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato

'Ndrangheta: Nicola Gratteri, quello di oggi è l'ennesimo colpo inferto alla criminalità


A CURA DI REDAZIONE
05/12/2020


'Ndrangheta: NicolaGratteri, forze ordine non si adagiano su allori. 'Non era concepibile avere latitante di spessore su territorio'

VIBO VALENTIA, 05 DIC - "Un grosso step che arriva dopo la tenuta a livello probatorio della nostra indagine. Quello di oggi è l'ennesimo colpo inferto alla criminalità vibonese dalle forze dell'ordine che non si adagiano sugli allori ma continuano a lavorare sul piano investigativo". A dirlo è stato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri incontrando i giornalisti dopo l'arresto del latitante Rosario Gratteri ricercato per l'inchiesta Rinascita Scott e rinviato a giudizio due giorni fa insieme ad altri 354 imputati.

"Non era concepibile -ha aggiunto - che su questo territorio ci potessero essere latitanti di rilevante spessore. Per noi la priorità è anche questo per due ovvi motivi: sono soggetti pericolosi in quanto fuori controllo e necessitano di protezione e tale esigenza può portarli a minacciare le persone; il secondo aspetto è che essere latitanti sul proprio territorio significa esternazione del potere, forma di arroganza, quindi per noi è un valore aggiunto e dimostra che noi ci siamo". Gratteri è arrivato alla conferenza stampa indossando una tuta nera con strisce arancione.

"Ero a Lamezia per la costruenda aula bunker che sarà terminata il 15 dicembre" proprio per celebrare il processo Rinascita Scott ha detto ai cronisti. Ed a questo riguardo, il magistrato ha sottolineato come il processo che inizierà a gennaio "è sì un processo importante, ma è uno dei tantissimi che ho fatto nel corso di più di 30 anni di carriera; lo definisco una pietra angolare, che è una pietra particolare rispetto ad un muro, ma non deve essere trasformato nel processo dei processi. Ricordo tra Catanzaro e Reggio procedimenti penali altrettanto importanti; d'altronde non è il numero degli imputati che rende tale una indagine, ma è la qualità, il livello probatorio ed altro.

Certamente "Rinascita-Scott" è un processo importante perché abbiamo avuto l'idea, l'intuizione di pensare ad un concetto di unitarietà della 'ndrangheta e che proprio nella provincia di Vibo fosse possibile parlare di struttura mafiosa verticistica in cui c'era una famiglia dominante con altre famiglie satelliti".

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