L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 dicembre 2020

La voce della nostra marina militare esprime valori inderogabili nella difesa della patria

Pescatori Libia, l'ammiraglio De Giorgi: "Stop politica passiva, schieriamo navi a difesa"

CRONACA

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 19/12/2020 13:46

"Basta con la politica della passività dettata dalla paura". A dirlo è l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato Maggiore della Marina Italiana dal 2013 al 2015, dopo il rilascio dei due pescherecci di Mazara del Vallo, sequestrati dalle milizie del generale Haftar lo scorso primo settembre e liberati dopo oltre 100 giorni di prigionia. "E' tempo che le nostre navi tornino a presidiare il Mediterraneo, in numero adeguato e con regole d'ingaggio che consentano loro di essere efficaci. La difesa della flotta mercantile e di quella peschereccia è uno dei compiti istituzionali della Marina militare. Proteggere i nostri cittadini è un dovere". "Il rapimento degli equipaggi dei due motopescherecci - osserva - era la punizione di Haftar al ministro Di Maio e all'Italia, colpevoli di trascurarlo dopo la sua sconfitta per mano turca nell’assedio di Tripoli e la sua rotta disordinata in Cirenaica. L'Italia dopo aver abbandonato Al Serraji nel momento del bisogno aveva tentato di salire sul carro di Haftar quando questi sembrava vincente, per poi tentare di recuperare il rapporto con Al Serraji quando Haftar sembrava un cavallo azzoppato".

Per De Giorgi "questo pendolare inconcludente fra le due Libie ha continuato a demolire la credibilità e il pur minimo prestigio residuo del nostro Paese a livello internazionale, lasciandoci sostanzialmente alla deriva. Per ristabilire la nostra posizione a livello internazionale servirebbero una strategia di ampio respiro e anni d’impegno in politica estera", conclude.

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