L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 dicembre 2020

Monte dei Paschi di Siena - vendere una banca pubblica regalando miliardi e miliardi al privato che la compra. L'Italia un paese alla rovescia, metododicamente si cerca di regalarla ma nessuna la vuole e qualche faccia di bronzo ha anche l'ardire che il regalo deve essere maggiorato per renderlo ancora più appetitoso. Mah!

Mediobanca spinge Mps: "A chi compra la banca dote fino a 7,8 miliardi" (La Repubblica)



di Redazione Lapenna del Web
3 dic 2020 ore 07:27

La Repubblica analizza la valutazione di Monte dei Paschi di Siena illustrata ai consiglieri della banca senese da parte di Mediobanca, advisor del governo per trovare una partnership all'istituto di Rocca Salimbeni.
I numeri, secondo l'articolo di Luca Davi, porterebbero alla generazione di un nuovo valorecompreso tra i 5,2 e i 7,8 miliardi di euro, importo di molto superiore alla quotazione di Borsa del titolo.

A queste cifre si sarebbe arrivati dopo diversi passaggi tra cui il riassetto dopo una possibile fusione e le agevolazioni governative relative alle misure per privatizzarla nuovamente. Secondo quanto riportato dal quotidiano, il valore dell'utile della banca senese dopo l'operazione di aggregazione con qualsiasi altro istituto (non necessariamente Unicredit, di cui si parla insistentemente in queste ore) dovrebbe salire tra i 290 e i 482 milioni di utile.

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