L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 dicembre 2020

Non credibile che a marzo del 2022 la Bce finisca d’emblée di essere banca centrale prestatore di ultima istanza

Bce conferma tassi, QE pandemico incrementato di 500 miliardi con durata fino a marzo 2022

Titta Ferraro10 dicembre 2020 - 13:50

MILANO (Finanza.com)
La Bce rafforza lo stimolo monetario per far fronte all’impatto della pandemia sul percorso previsto dell’inflazione. Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha incrementato l'ammontare complessivo degli acquisti nell’ambito del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) estendendo la durata del piano stesso.

L'incremento deciso è di 500 miliardi di euro, in linea con le attese di mercato. La dotazione complessiva sale così a 1.850 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo effettuerà acquisti di attività nette sotto PEPP almeno fino alla fine di marzo 2022 (precedente termine era giugno 2021) e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata.

Il Consiglio direttivo ha inoltre deciso di estendere il periodo di tempo entro il quale reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP almeno sino alla fine del 2023. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del PEPP sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria.

Viene invece confermato, come da attese, il livello dei tassi. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali ei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimangono invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. Il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione “convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% entro il suo orizzonte di proiezione”.

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