L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 28 dicembre 2020

Non è mai troppo tardi. E' sempre più acclarato che il corrotto euroimbecille Pd ci ha venduto alla Francia. Siamo diventati sua colonia

E’ merito di Di Maio – tanto di cappello

Maurizio Blondet 28 Dicembre 2020 

Finalmente albeggia “la verità su Regeni”


… e si risveglia persino qualche mainstream medium neocon-Gran Reset

Nel governo si fa strada l’ipotesi di azioni finalizzate a indebolire le alleanze di Roma nel Mediterraneo

ROMA. Fare fuori l’Italia dall’Egitto. Prende corpo in ambienti di governo la convinzione che il brutale assassinio di Giulio Regeni sia il tassello finale di un mosaico più ampio finalizzato a colpire il nostro Paese nei suoi interessi più vivi, per indebolire e sporcare la sua tradizionale presenza nel Mediterraneo, e allontanare sempre di più il giorno in cui sarà possibile parlare di normalizzazione dei rapporti.


Di Maio era palesemente quello politicamente intelligente nel duo “sovranista” con Salvini. La vera verità su Regeni come agente britannico (forse a sua insaputa…) ha atteso che arrivasse lui al Ministero degli Esteri; uno almeno capace di ascoltare. Non è un caso.

(Chiamare Di Maio “il bibitaro” rivela lo stesso livello mentale di chi chiama quello “l’imbianchino austriaco”. Astenersi per favore. Piuttosto, esigere di togliere gli striscioni degli agenti anti-italiani al potere)

Municipio di Milano. Piddini sul balcone.

https://www.maurizioblondet.it/e-merito-di-di-maio-tanto-di-cappello/

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