L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 dicembre 2020

Qualcuno ci dica perchè bisogna privatizzare il Monte dei Paschi di Siena

Perché serve una fusione tra Mps, Carige e Popolare di Bari

2 dicembre 2020


Serve mettere insieme le tre debolezze del settore bancario italiano: Popolare di Bari, Carige e Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’intervento di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi

Per Unicredit, mi aspetto una guida italiana con la quale saprà conquistare spazi lasciati ad altri e riprendere quel ruolo che aveva negli scorsi anni sia con Alessandro Profumo sia con Federico Ghizzoni.

La qualità delle lavoratrici e dei lavoratori di Unicredit è altissima, ma il disimpegno del gruppo Unicredit e la vendita dei gioielli di famiglia perseguita con la gestione di Jean-Pierre Mustier ha dato l’idea di un gruppo senza prospettiva nel medio e nel lungo termine.

Di questo vuoto di progetto hanno approfittato altri gruppi bancari: Intesa Sanpaolo ha investito molto e in maniera lungimirante sia per la formazione del personale sia per la vicinanza verso tutti i governi con una importante presenza sul territorio, senza lasciare terreno a Poste Italiane.

Quanto all’ipotesi Mps, è una rogna che non vogliono né la Bce, che pretende stabilità, né il Ministero dell’Economia che vuole togliersi di torno la responsabilità di questo istituto.

Mps è la banca più antica del nostro settore ed è un riferimento per i territori, a iniziare dalla Toscana.

La posizione che il presidente della regione prenderà all’interno del Pd sarà determinante, così come sarà determinante il ruolo dei Cinque Stelle.

Concludo con un auspicio: per evitare una macelleria sociale che toccherebbe maggiormente le province di Siena e di Firenze, abbiamo proposto di mettere insieme le tre debolezze del settore bancario italiano: Popolare di Bari, Carige e Monte dei Paschi di Siena (Mps).

Se si prospetterà questo progetto, noi guarderemo con grande attenzione a questa iniziativa.

Lando Maria Sileoni
segretario generale Fabi

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