L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 dicembre 2020

Rinascita-Scott - sono iniziate le scosse telluriche per scardinare sul nascere l'eventuale AGGIUSTAMENTO del processo da parte del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato

Rinascita-Scott, previsioni confermate: la Dda ricusa il giudice Macrì

Rinascita-Scott, previsioni confermate: la Dda ricusa il giudice Macrì
La presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia ritenuta dalla Procura antimafia di Catanzaro incompatibile per la trattazione del maxiprocesso avendo già emesso una sentenza contro il clan Soriano

-23 Dicembre 2020 11:38


Il giudice Tiziana Macrì

Come largamente preannunciato da quasi due mesi, la Dda di Catanzaro ha presentato istanza di ricusazione nei confronti del giudice del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, che ha presieduto la prima udienza il 9 novembre scorso di un troncone del processo Rinascita-Scott (che vede imputati gli avvocati Giancarlo Pittelli, Giulio Calabretta, l’imprenditore Mario Lo Riggio e l’ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo) e che si appresta(va) a presiedere per il 13 gennaio prossimo l’intero maxi-processo con oltre 300 imputati in programma nella nuova aula bunker della Fondazione Terina a Lamezia e sempre dinanzi al Collegio di Vibo Valentia. La ricusazione – che avevamo ampiamente ipotizzato già il 27 ottobre all’indomani della sentenza del Tribunale contro il clan Soriano relativa all’operazione Nemea ma con contestazioni anche di Rinascita-Scott – è stata formalizzata dalla Dda e verrà ora esaminata dal presidente della Corte d’Appello di Catanzaro. A lui spetterà stabilire se il giudice Tiziana Macrì con la sentenza sul clan Soriano non abbia già formulato un’anticipazione di giudizio in merito all’esistenza di una più ampia organizzazione mafiosa dominante sull’intero vibonese e di cui i Soriano costituiscono un’articolazione territoriale organizzata sotto forma di ‘ndrina a Filandari e dintorni. Nella ricusazione presentata dalla Dda di Catanzaro trova poi spazio anche un’intercettazione chiesta dalla Procura antimafia ed autorizzata all’epoca dal giudice Tiziana Macrì nelle funzioni di gip a Catanzaro in ordine all’associazione mafiosa al centro delle indagini di Rinascita-Scott. Circostanze che – ad avviso della Dda di Catanzaro – rendono il giudice Tiziana Macrì incompatibile per legge a poter giudicare gli altri imputati di Rinascita-Scott. La “parola” passa al presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

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