L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 gennaio 2021

A turno i russi poi gli iraniani ora i cinesi sono indicati come alleati dei talebani. Minimo comune multiplo è che le notizie sono fake news dei mass media occidentali TUTTI

31 Dicembre 2020 13:27

Ciak, si rigira! Russia, Iran? No, è la Cina che paga i talebani per uccidere i suoi soldati USA

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Cambio nella sceneggiatura. In questo film dell'assurdo, della propaganda, da far impallidire quella della guerra fredda, questa volta, il protagonista non è l'Iran, nemmeno la Russia. È la Cina.

La scorsa estate il mainsteam aveva fatto una figura barbina sulle presunte "taglie" pagate dalla Russia ai talebani in Afghanistan per eliminare i soldati statunitensi.

Queste taglie sarebbero state pagate, tra l'altro, in un periodo in cui erano in corso trattative tra Washington e il gruppo armato.

Il protagonista è cambiato, è Pechino, ma non la forma del rilancio della fake news.

The Trump administration is declassifying uncorroborated intelligence that indicates China offered to pay non-state actors in Afghanistan to attack American soldiers.https://t.co/XMxddVSUFy— Axios (@axios) December 30, 2020

Infatti, la notizia è stata riportata da Axios e poi rilanciata dal gran baraccone mediatico, citando come nella migliore delle tradizioni, fonti anonime. 

Ad agosto, toccò all'Iran essere il pagatore delle taglie. L'eco mediatica fu scarsa e non se ne fece nulla. Si doveva mostrare Trump morbido che non poteva reagire con migliaia di bombe contro l'Iran, sconsigliato dai suoi collaboratori. Sarebbe stato un film di scarso successo con finale scontato.

Lo scorso settembre il generale Frank McKenzie, comandante delle truppe statunitensi in Afghanistan spiegò perché le voci su Mosca non erano attendibili: "Semplicemente non è stato dimostrato con un livello di certezza che mi soddisfi".

Questa volta però pare che le intenzioni siano "serie". Queste rivelazioni arrivano con al promessa che saranno declassificate tutte le informazioni per sostenere le accuse contro la Cina.

Magari, forse avverrà un miracolo: l'opinione pubblica potrà giudicare da sola,senza filtri e, soprattutto, non dovrà fare affidamento alle fonti anonime dell'intelligence e dei giornalisti e inviati di guerra che, altro non fanno, pubblicare le veline della CIA.

Questo probabilmente è un film di fantascienza che non vedrete nel 2021 neanche nei prossimi anni.

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