L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2021

Bolivia, lentamente si stanno ripristinando le linee sottili della democrazia dopo il colp perpetuato

Bolivia, riapriranno 100 radio comunitarie chiuse durante il colpo di Stato

16.01.2021 - Lorenzo Poli

(Foto di Radio Comunidad)

Il nuovo governo socialista boliviano di Luis Arce, ha ratificato la riabilitazione di decine di stazioni radio comunitarie appartenenti a popolazioni indigene, chiuse dal governo golpista filostatunitense della autoproclamata Jeanine Áñez, che le considerava “voci dissidenti”.

Secondo l’Agenzia Boliviana di Informazione (ABI), questi media, ubicati soprattutto nei dipartimenti di Oruro, La Paz e Santa Cruz, oltre ad essere stati chiusi, sono stati saccheggiati dalle bande parafasciste, le loro sedi bruciate ed i loro giornalisti perseguitati per motivi politici ed a volte picchiati dai manifestanti o incarcerati dalle forze di polizia governative.

L’attuale capo dell’RPOS, José Aramayo, ha dichiarato che quando ha assunto la guida del sistema il 30 novembre scorso, dopo un anno di governo golpista, ha trovato “un panorama devastato” con solo 16 radio in funzione su un totale di 104 che erano attive nel 2019.

Durante l’amministrazione illegittima infatti, l’allora Ministra delle Comunicazioni, Roxana Lizárraga, aveva accusato le stazioni radio che facevano parte degli RPOS di essere delle “voci sediziose” ed aveva dato il via alla crociata contro i media comunitari poiché avanzavano critiche nei confronti della sua gestione.

Durante quei giorni Aramayo era direttore della Radio Comunidad e fu legato dalle bande paramilitari ad un albero e picchiato mentre gli studi della emittente venivano saccheggiati (foto).

In pochi mesi, le autorità golpiste chiusero quasi un centinaio di stazioni radio comunitarie e altri media legati a Morales e al governo del Movimiento Al Socialismo (MAS) gestito da comunità indigene e organizzazioni sociali.

Il Sistema Nazionale delle Radio dei Popoli Indigeni (RPOS), l’organo coordinatore dei media comunitari, ha confermato la loro riabilitazione e recupero strutturale affinché possano svolgere nuovamente il loro lavoro, incentrato principalmente sulle comunità indigene del Paese sudamericano.

Furono anche oscurati i segnali delle reti televisive internazionali TeleSur e Russia Today (RT), oggi di nuovo attive e visibili.

Nessun commento:

Posta un commento