L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 gennaio 2021

Contribuire a risolvere situazioni complesse è un obiettivo che può essere raggiunto solo con un impegno congiunto. Implicitamente NON con l'INGERENZA e le guerre umanitarie

Politica ed economia, l’alleanza per ripartire. Ecco la formula di Messina (Intesa)

Di Silvia Bosco | 25/01/2021 - 


Per affrontare le questioni globali serve un approccio sistemico, ha spiegato Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo all’apertura del World Economic Forum. Oggi è toccato anche a Xi. Domani a Merkel e Macron. Mercoledì a Conte

“La situazione attuale ha dato a tutti noi il senso dell’urgenza di un agire rapido, intelligente e pragmatico e, allo stesso tempo, della necessità di affrontare le questioni globali con un approccio sistemico”, ha dichiarato Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, intervenendo ieri sera alla cerimonia di apertura del World Economic Forum di Davos, in modalità remota. “Sono convinto che istituzioni e imprese debbano impegnarsi individualmente per contribuire a risolvere situazioni complesse come quella in cui ci siamo venuti a trovare ma che questo obiettivo possa essere raggiunto solo con un impegno congiunto”.

IL RUOLO DELLA BANCA

“Intesa Sanpaolo”, ha ricordato Messina, “ha donato più di 100 milioni di euro per rafforzare il sistema sanitario nazionale e ha sostenuto le persone in difficoltà con 13 milioni di pasti, posti letto, medicine, abiti. In uno scenario di marcata complessità, sentiamo il dovere di sostenere con ulteriore impegno la crescita economica, sociale, culturale dando un segnale positivo soprattutto nei Paesi dove siamo presenti”. Ragione per cui “siamo orgogliosi di poter contribuire alla riflessione sul ‘Great Reset’, uno dei temi di questa edizione, con l’auspicio che sia il primo passo verso una società davvero caratterizzata da maggior benessere, inclusione e sostenibilità e con ridotte disuguaglianze”.

L’EDIZIONE 2021

“La pandemia Covid-19 ha dimostrato che nessuna istituzione o individuo da solo può affrontare le sfide economiche, ambientali, sociali e tecnologiche del nostro mondo complesso e interdipendente” e il 2021 “è un anno cruciale per ricostruire la fiducia e questo incontro si concentrerà sulla creazione di impatto e sulla definizione delle politiche e di partnership necessarie”. È questa la formula con cui è stata prossima l’edizione 2021 del World Economic Forum.

GLI ALTRI OSPITI

Attesa per l’intervento di oggi alle 13.00 del presidente cinese Xi Jinping. Subito dopo, sarà la situazione legata al Covid asse portante del panel a cui parteciperà, tra gli altri, il virologo americano Anthony Fauci. Nel primo pomeriggio, parola alla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Domani toccherà alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e alla cancelliera tedesca, Angela Merkel. Nel primo pomeriggio sarà la volta del presidente francese Emmanuel Macron mentre il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte interverrà mercoledì. Non ci sarà, invece, salvo sorprese, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. In collegamento anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.

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