L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 gennaio 2021

Cuba esporta medici, gli Stati Uniti bombe umanitarie

Vasapollo: “L’ultima accusa mossa a Cuba è il fatto che esporti medici invece di esportare bombe? Questo è terrorismo?” (G. Rustichelli)

-15/01/2021
Giulia Rustichelli


Luciano Vasapollo, dirigente della Rete dei Comunisti ed esponente della Rete in difesa dell’Umanità, e Rita Martufi, direttrice del CESTES (Centro Studi dell’Unione Sindacale di Base), commentano la nuove posizioni estremiste di Donald Trump. “Reputiamo assolutamente vergognoso e provocatoria l’inclusione di Cuba tra gli stati promotori del terrorismo”.

Cuba era stata rimossa dalla lista oramai sei anni or sono, nel 2015, dopo un lungo dialogo con l’amministrazione Obama grazie all’intermediazione di Papa Francesco.

Protagonisti della mediazione erano stati lo stesso Luciano Vasapollo, insieme a Salvatore Izzo, Antonio Tarsia e padre Paolino, i quali si erano recati dal Papa per chiedere la liberazione dei cinque “eroi cubani che – ribadisce Vasapollo – erano ingiustamente imprigionati nelle carceri statunitensi perché accusati di spionaggio. Erano invece agenti dell’antiterrorismo e grazie alle loro coraggiose azioni avevano evitato innumerevoli morti”. Ripensando a loro lo studioso ritiene in più che “dovrebbero essere premiati con il premio Nobel per la Pace” perché hanno dimostrato al mondo le positive posizioni di Cuba e dei suoi abitanti.

L’allora presidente Obama decise di riprendere le trattative con Cuba con la riapertura delle sedi diplomatiche e la cancellazione del Paese dalla “lista degli Stati canaglia, degli Stati terroristi”.


Vasapollo ribalta la visione.

Il carattere terroristico non si può imputare a Cuba, bensì al presidente degli Stati Uniti Trump, come prova l’attacco degli ultimi giorni al Campidoglio:

“Siamo al ridicolo! Trump è colui che dovrebbe essere giudicato per istigazione all’insurrezione armata contro i poteri dello Stato, è lui che dovrebbe essere condannato con la pena più dura prevista negli Stati Uniti, come anche chiedono alcuni vescovi”.

Il dirigente della Rete dei Comunisti pone anche a confronto la situazione statunitense con l’italiana per far comprendere meglio la gravità degli atti.

“Non si è mai visto in questo nostro Paese, parlo dell’Italia, una vera insurrezione armata.

Tre-quattrocento giovani una trentina di anni fa erano stati accusati di insurrezione armata. Dopo una lunga battaglia giudiziaria decadde il reato perché in Italia in realtà si è avverata una guerra civile strisciante, c’è stato il terrorismo nero fascista, c’è stata la lotta armata di organizzazioni come le Brigate Rosse ma non c’è stata l’insurrezione armata.

L’altro giorno negli Stati Uniti questo è avvenuto. È stata una incitazione all’insurrezione contro i poteri dello Stato. Non lo dimostrano solo i cinque morti. Lo dimostra il fatto che da ieri centinaia di militari sono presenti nel Parlamento degli Stati Uniti per proteggere l’insediamento di Biden il 20.


Vasapollo ci tiene a precisare però che “Trump non è il matto della situazione. Rappresenta un settore ben preciso del potere borghese e delle multinazionali americane.

E nonostante tutto questo ecco il suo lascito finale: ‘Cuba deve essere sanzionata ancora più pesantemente, il blocco deve esser ancor più restrittivo e deve esser inclusa tra gli Stati terroristici’.”

E quali sarebbero le prove a carico di Cuba?

“Hanno scritto che appoggerebbe il terrorista Maduro, come se un presidente eletto liberamente in un paese in cui in 22 anni ci sono state 26 elezioni riconosciute regolari dalle Nazioni Unite e da tutti, sia un attentatore.

Allora si doverebbe pensare – rincara lo studioso – che tutto ciò che si muove fuori dalla democrazia rappresentativa occidentale, tutto ciò che si caratterizza per processi di socialismo o comunque di autodeterminazione, di solidarietà, di cooperazione e di complementarietà sia terrorismo? Se questo è terrorismo noi ci auto-accusiamo di essere dei terroristi. Noi ci schieriamo dalla parte della Solidarietà Internazionalista, siamo per la cooperazione, per aiutare gli ultimi della Terra, per rispettare ogni popolo e le sue scelte, per la complementarietà, per un mondo multipolare in cui ci sia un confronto libero di pari dignità fra i Paesi”.

“L’ultima accusa è il fatto che esporti medici invece di esportare bombe? Questo è terrorismo?”.

Su questa affermazione il professor Vasapollo si sente quanto mai coinvolto in prima persona: “Io ho presentato la candidatura ufficiale per il premio Nobel della Pace ai medici cubani in Norvegia ed è stata accettata. La risposta però è sconcertante: i medici cubani non mettono in moto atti di umanità ma dietro a loro si nasconde il terrorismo, si nascondono i servizi segreti, il lavoro illegale e super sfruttato da parte dello Stato”.

Il professore è indignato: “Per favore non scherziamo: la politica internazionale può avere anche momenti di divergenza anche aspri, ma non si può cadere nel ridicolo e nel terrorismo mass mediatico.

Ecco quel che gli Stati Uniti creano, e insieme a loro molti giornali italiani: terrorismo di Stato mass mediatico”.

Avverte infatti: “Guardate che la guerra imperialista non è solo la guerra militare, ma è anche mass mediatica, dell’informazione, della comunicazione, propagandistica, finanziaria, monetaria e commerciale”.

L’unica alternativa in questo scenario “è il mondo di pari dignità multipolare, di riconoscimento dell’autodeterminazione”.

A chiusa il dirigente ci tiene a sottolineare che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie libertà, anche se queste non vengono abbracciate da tutti:

“Chi non vuole essere d’accordo con i programmi o le linee della transizione socialista cubana o venezuelana sono liberi di farlo. Si rispetti però fino in fondo la dignità e l’autodeterminazione di questi Paesi che stanno insegnando al mondo che al posto della guerra sanno e possono esportare medici, solidarietà, insegnanti.

Perfino il vaccino, nuova grande fonte di entrate capitaliste, verrà distribuito da Cuba ai Paesi poveri in maniera completamente gratuita.

I Cubani sono in grado di dare al mondo una possibilità per un mondo non solo diverso, ma per un altro mondo possibile sempre più necessario che sia caratterizzato da dettami lontani all’imperialismo e le sue leggi basate sul profitto”.

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