L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 gennaio 2021

Distruzione del benessere generalizzato dell'Occidente voluto e perseguito per ricominciare il ciclo di accumulazione capitalistico non avverrà in maniera indolore nel rapporto tra i vari paesi, gli anni '20/30 portarono alla seconda guerra mondiale

Putin avverte: crisi da pandemia porterà a “tutti contro tutti”

27 Gennaio 2021 - 17:59

Per il presidente russo Vladimir Putin il coronavirus ha aggravato gli squilibri economici globali e la situazione potrebbe deteriorarsi fino al punto di rottura. Ecco cosa ha detto


La pandemia di coronavirus potrebbe presto portarci al tutti contro tutti. Un avvertimento che arriva dal presidente russo Vladimir Putin, pronto a evidenziare come la crisi sanitaria e di conseguenza economica abbia “esacerbato gli squilibri già esistenti nel mondo”.

Il leader - proprio ieri al telefono con Joe Biden per discutere l’agenda del 2021 - ha parlato della pandemia come di una sfida importante per l’umanità, che ha accelerato cambiamenti strutturali già in atto.

Parole pronunciate in collegamento Skype nell’ambito del Forum economico mondiale, durante il quale si è speso in paragoni tra lo scenario economico attuale e quello degli anni ’20 e ’30:

“Abbiamo tutte le ragioni per credere che le tensioni potrebbero ulteriormente aggravarsi. Molti esperti hanno paragonato lo stato attuale degli affari a quello degli anni ’20 e ’30, con una portata enorme di sfide sistemiche e minacce globali”.

Putin avverte: crisi da pandemia porterà a “tutti contro tutti”

Per il presidente russo non è un momento facile. Contestatissimo per la vicenda dell’avvelenamento di Alexei Navalny e reduce dalle dure proteste dei giorni scorsi, si diffondono inoltre ricorrenti voci circa una sua possibile grave malattia degenerativa.

Tralasciando la caotica situazione del suo Paese, Putin ha parlato nell'ambito del Forum economico mondiale, evidenziando come la crisi innescata dalla pandemia stia “aumentato la stratificazione sociale , il populismo, l’estremismo di destra e di sinistra, con processi politici interni sempre più violenti”:

“Tutto ciò avrà un impatto sulle relazioni internazionali, rendendole meno stabili e prevedibili. Ricordiamo come nel 20° secolo il fallimento e l’incapacità di risolvere a livello centrale problemi simili ha portato alla catastrofica Seconda Guerra Mondiale.”

Putin ha quindi lanciato l’allarme nei confronti di una situazione che potrebbe “svilupparsi in modo incontrollabile” se non si agisce presto e con efficacia:

“E c’è la possibilità che si vada a sperimentare un effettivo collasso dello sviluppo globale, per sfociare in una lotta tutti contro tutti”

Putin, la cui apparizione al vertice non era stata segnalata nel programma pre-conferenza, ha aggiunto che una lotta simile significherebbe non solo la “distruzione dei valori tradizionali” ma anche delle libertà fondamentali.

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