L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 gennaio 2021

Gli indagati sapevano

Basso profilo, gli indagati temevano Gratteri: «Sta scoperchiando il pentolone»

Alcune delle persone coinvolte nell'inchiesta della Procura di Catanzaro sapevano di essere nel mirino della Dda grazie alla complicità di forze dell'ordine infedeli

di Redazione 
21 gennaio 2021 12:59

Il procuratore Nicola Gratteri

Sapevano di essere nel mirino della Dda di Catanzaro alcuni degli indagati nell'operazione antimafia "Basso profilo", grazie anche alla complicità di esponenti delle forze dell'ordine infedeli, e manifestavano timori sia per le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, dalla cui scelta di collaborare venivano prese le distanze, sia nei confronti della Dda di Catanzaro e in particolare del procuratore Nicola Gratteri, definito dagli stessi componenti dell’organizzazione "persona seria" che stava scoperchiando «il pentolone» anche se in modo, a loro dire, "esagerato".

Il timore per le rivelazioni dei collaboratori di giustizia si è rivelato giustificato perché proprio quelle dichiarazioni, come sottolineato dagli stessi inquirenti, hanno consentito di verificare risultanze investigative già acquisite.

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