L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 gennaio 2021

Guantànamo, quella macchia indelebile

Il carcere nella Base Navale di Guantánamo è una vergogna

Esperti della ONU in Diritti Umani assicurano che questo centro penitenziario «lo dovevano chiudere già molto tempo fa»

14 gennaio 2021 08:01:09

Immagine con la quale il Consiglio dei Diritti Umani ha accompagnato la richiesta dei suoi esperti agli USA. Foto: Notizie ONU

Otto relatori speciali in Diritti Umani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) hanno chiesto la chiusura del carcere della Base Navale di Guantánamo al governo di Joe Biden, che assumerà la presidenza il prossimo 20 gennaio.
«Guantánamo è un luogo di arbitrarietà e abusi», hanno segnalato i funzionari, sollecitando l’investigazione degli abusi legali che si commettono lì dove i detenuti —commentano nel comunicato <https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=26649&LangID=E>
— corrono il rischio di morire per il rapido deterioramento della loro salute, per via delle condizioni crudeli e disumane della reclusione.
Poi hanno sottolineato che questo penitenziario è una vergogna per gli Stati Uniti e va chiuso immediatamente, anche se lo dovevano chiudere già molto tempo fa.
Gli esperti hanno segnalato che il carcere è situato in un territorio cubano illegalmente occupato dagli USA da piu di cent’anni, è un luogo «di arbitrarietà e abusi, dove la tortura e i maltrattamenti sono rampanti e continuano istituzionalizzati, dove lo stato di Diritto è sospeso di fatto e dove si nega la giustizia».
La pandemia della COVID-19 aggrava ulteriormente la vulnerabilità di salute della popolazione carceraria, hanno aggiunto, segnalando che la reclusione prolungata e indefinita di persone che non sono state condannate per nessun delitto da un’autorità giudiziaria competente e indipendente, con un debito processo legale, è arbitraria e costituisce una forma di trattamento crudele, disumano e degradante o anche di tortura.
I detenuti, sottoposti a torture o vittime di traumi paragonabili, vivono in un limbo legale, a di fuori della portata del sistema giudiziario costituzionale statunitense, è stato indicato nel comunicato pubblicato nella web della ONU.
A proposito delle commissioni militari è stato segnalato che violano i requisiti d’imparzialità, indipendenza e non discriminazione. Non si aspettano processi in breve tempo e questo provoca una reclusione indefinita dei detenuti.
Il carcere statunitense localizzato nella Base Navale di Guantánamo fu stabilito l’11 gennaio del 2002. nel 2003, c’erano lì 700 prigionieri, e ora, nel 2021, restano 40 detenuti, ma solo nove sono stati accusati o condannati per qualche delitto.
In questi 19 anni d’esistenza, i relatori della ONU hanno reclamato sistematicamente la chiusura della prigione di Guantánamo. 
«Chiamiamo le autorità statunitensi a processare le persone detenute a Guantánamo, nel pieno compimento delle leggi dei diritti umani, o che si liberino e siano rimpatriate immediatamente rispettando il principio di non devoluzione», hanno puntualizzato.
«Con l’entrata di un nuovo governo negli Stati Uniti, mentre ci avviciniamo al ventesimo anniversario dell’11 settembre, Guantánamo va chiusa per sempre», hanno concluso.
I relatori speciali fanno parte di quelli che si conoscono come Procedimenti Speciali del Consiglio dei Diritti Umani, segnala la ONU.
Questi esperti lavorano in forma volontaria; non sono personale delle Nazioni Unite e non ricevono un salario per il loro lavoro. ( GM – Granma Int.)

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