L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 gennaio 2021

In Calabria è guerra illimitata il Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato NON può non riesce a scrollarsi di dosso il morso duro e sincero proveniente dalla parte sana dello stato italiano

SPECIALE FINE ANNO: LE TAPPE DEL 2020

Clan pronti a uccidere Gratteri, quando una lettera anonima ne svelò il piano

31 Dicembre 2020

La vendetta del clan Mancuso contro il procuratore di Catanzaro. Sanità calabrese alle prese con i “Mafia bond”


La “vendetta” del clan Mancuso affidata a un killer di Belvedere Marittimo. Il piano per colpire il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato svelato da una lettera anonima su cui dall’1 luglio indagano i carabinieri sotto il coordinamento della Procura di Salerno, competente per le indagini che riguardino i magistrati del distretto di Catanzaro. L’episodio non fa che confermare il livello di allerta attorno alla figura del magistrato che da trent’anni è in prima linea nella lotta alla ’ndrangheta (dal 1989 vive sotto scorta) e che di recente ha assestato un colpo durissimo alla criminalità vibonese con l’operazione Scott Rinascita che potrebbe presto portare alla sbarra ben 479 persone. ’Ndrangheta che non tralascia alcuna possibilità pe accrescere la propria forza finanziaria. Ne è prova il dato che emerge il 9 luglio con i “Mafia bond” legati alla Sanità calabrese di cui parla il Financial Times. Tutto nasce dai ritardi nei pagamenti da parte delle Aziende sanitarie pubbliche. I privati che vantano crediti verso la pubblica amministrazione, per sbloccare liquidità si affidano a banche e società che cartolarizzano quei crediti. In sintesi, li acquistano e li trasformano in titoli commerciali, obbligazioni collocate sui mercati. Chi li comprerà non saprà nulla della loro origine, di fatto acquisterà un credito verso una pubblica amministrazione italiana. In questo modo piccole aziende calabresi sono finite nella “pancia” della City di Londra. Tra i milioni di euro di crediti calabresi l’attenzione dell’Uif (l’ufficio anticorruzione della Banca d’Italia) si sarebbe concentrata su 400mila euro, entrate in un pacchetto finanziario molto più cospicuo, riferibili a una azienda di Lamezia Terme citata anche nell’inchiesta Quinta Bolgia, che ha portato nel 2019 allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Asp di Catanzaro.

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