L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 gennaio 2021

Il Mossad insegna ai terroristi mercenari tagliagola la strategia degli omicidi mirati

Siria, Isis riprende la campagna di omicidi mirati a Deir Ezzor
15 Gennaio 2021 


Isis riprende la campagna di omicidi mirati a Deir Ezzor. Negli ultimi giorni, almeno due leader tribali finiscono nel mirino dei jihadisti. IS cerca vendetta contro SDF-Inherent Resolve e vuole alimentare il caos per prendere fiato

Isis riprende la campagna di omicidi mirati di leader tribali e personalità locali Deir Ezzor. Negli ultimi giorni sono almeno due i personaggi di alto livello, uccisi dai jihadisti. L’ultimo è Husain Shaikh al-Cemil (Abu Saddam), dignitario del clan Al-Bakeer, freddato da un commando IS ad Al-Izbah. Il modus operandi è sempre lo stesso: uomini armati a bordo di motociclette attaccano il bersaglio e poi svaniscono nel nulla, senza nemmeno fermarsi a verificare che sia morto. Infatti, molte delle vittime sono state solo ferite. L’obiettivo è duplice: da una parte vendicarsi dell’aiuto che le tribù e la popolazione locale stanno fornendo alle SDF e a Inherent Resolve per smantellare le cellule dei miliziani. Dall’altra, cercare di alimentare il caos e la sfiducia generale, sperando di allentare così la pressione subita da parte delle forze curde.

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