L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 gennaio 2021

In Svezia Ericson e Huawei legati a doppio filo

Perché Ericsson vuol salvare Huawei in Svezia?


La società di Stoccolma minaccia di lasciare il mercato svedese se le autorità non annulleranno il ban nei confronti del concorrente cinese.

Tra i paesi europei che hanno espresso la volontà di mettere al bando Huaweiper quanto riguarda l’allestimento e la gestione dei network mobile c’è anche la Svezia, patria di uno dei principali protagonisti del mercato, Ericsson. Ora è proprio la società di Stoccolma a chiedere alle autorità nazionali, in particolare al PTS (Swedish Post and Telecom Authority), di rivedere la loro posizione e annullare il divieto imposto al gruppo cinese, ma per quale motivo?

Svezia: Ericsson al fianco di Huawei, ma perché?

La logica vorrebbe Ericsson avvantaggiata dall’uscita di scena di Huawei, potendo ampliare la propria quota nel settore, soprattutto in un momento delicato come quello attuale in cui si registra la corsa al 5G. Il business non si ferma però ai confini nazionali e la società svedese lo sa bene: Pechino ha già più volte affermato di voler usare a sua volta il pugno duro nei confronti delle realtà che hanno sede in quei paesi intenzionati a bloccare oppure ostacolare l’attività di Huawei.

Considerando come attualmente circa il 10% delle vendite a livello mondiale di Ericsson sia legato proprio alla Cina (fonte Bloomberg) non è difficile comprendere perché il CEO Börje Ekholm si sia interfacciato direttamente con Anna Hallberg, Ministro per gli Affari Esteri, al fine di scongiurare un ban definitivo.

Le voci circolate oggi e riportate dal quotidiano locale Dagens Nyheter parlano addirittura di un possibile abbandono del mercato locale da parte di Ericsson nel caso fosse confermata l’esclusione per Huawei. Uno scenario difficile da comprendere se non osservando il mercato nella sua complessità, da un punto di osservazione globale.

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