L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 gennaio 2021

4 - Ebrei sionisti e statunitensi pronti a lanciare a gennaio 2021 missili atomici umanitari all'Iran. Già è stato deciso


Iran chiede all'ONU di contrastare "le politiche destabilizzanti degli USA" nel Golfo Persico
© AP Photo / Julie Jacobson
08:31 01.01.2021

L'appello ufficiale dell'Iran presso l'ONU arriva dopo alcuni atti definiti provocatori da Teheran, come il passaggio e lo stazionamento di navi da guerra americane nel Golfo Persico.

La Repubblica Islamica iraniana ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e alla comunità internazionale di richiamare gli Stati Uniti affinché questi pongano fine alla propria politica di destabilizzazione nel Golfo Persico.

Lo si legge in una missiva dell'ambasciatore temporaneo presso l'ONU di Teheran Eshagh Al Habib:

"L'avventurismo bellico degli Stati Uniti nel Golfo Persico e nel Mar Arabico si è e settirafforzato, soprattutto nelle ultime settimane. Oltre all'invio di armi di ultima generazione in questa regione avvenuto nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno messo in atto una serie di atti provocatori", si legge nel documento.

Al Habib ha in particolare fatto riferimento a dei voli effettuati da bombardieri strategici americani sopto serra i cieli del Golfo Persico.

Secondo il funzionario iraniano, si tratta di atti che contribuiscono unicamente a inasprire una situazione già di per sé molto tesa in una regione che avrebbe invece bisogno di maggiore stabilità e che potrebbero portare a conseguenze molto spiacevoli.

"E' ovvio che gli Stati Uniti abbiano la piena responsabilità di tutte le conseguenze. In quanto un simile avventurismo bellico vada in aperto contrasto con gli obiettivi e i principi dell'ONU e comporta delle conseguenze molto serie per la pace nella regione e nel mondo, ci auspichiamo che il Consiglio di Sicurezza obblighi gli USA ad osservare i principi e le regole del diritto internazionale e a porre fine a questi atti illegali", è stato l'appello dell'Iran.

© AP PHOTO / VAHID SALEMI

Le tensioni tra USA e Iran

Mercoledì scorso, l'USCENTCOM, il comando del Pentagono responsabile delle operazioni statunitensi in Medio Oriente, ha annunciato il dispiegamento di bombardieri B-52H Stratofortress nella regione del Golfo Persico per "sottolineare l'impegno delle forze armate statunitensi per la sicurezza regionale". Il dispiegamento segue la navigazione di un sottomarino missilistico americano con ben 154 missili da crociera Tomahawk a bordo attraverso lo stretto di Hormuz nel Golfo Persico un giorno dopo l'attacco all'ambasciata di Baghdad del 20 dicembre scorso.

Le prove di forza statunitensi arrivano nel bel mezzo di una spirale di tensione tra l'alleanza USA-Israele e l'Iran. Il mese scorso, Teheran ha accusato Tel Aviv di aver ucciso una dei suoi migliori scienziati nucleari e missilistici in uno sfacciato attacco alla luce del sole fuori dalla capitale iraniana. Il presidente Hassan Rouhani ha affermato che l'assassinio è un tentativo israeliano di provocare una guerra negli ultimi giorni della presidenza "sfortunata" di Trump, ma ha aggiunto che l'Iran non si sarebbe fatto trascinare nella destabilizzazione della regione.

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