L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 gennaio 2021

Iran Cina Russia sempre più una alleanza strategica per porre limite alle prevaricazioni dell'Occidente

Dalla Cina all’Iran, con la pandemia Mosca si muove sullo scacchiere mondiale e “snobba” le sanzioni dell’Occidente 

(di A. Borelli)
-03/01/2021


“Facendo fronte comune contro il Covid-19, la Russia e la Cina hanno consolidato i loro rapporti ed usciranno dalla crisi come alleati più forti”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri del governo di Pechino, Wang Yi, tracciando un bilancio dei rapporti bilaterali fra i due Paesi a un anno esatto dall’inizio dell’allarme globale per la pandemia. Wang Yi ha definito “solide” le relazioni russo-cinesi grazie al fatto che “insieme abbiamo superato la prova di un evento eccezionale e di cambiamenti globali senza precedenti: con Mosca abbiamo raggiunto il massimo sotto tutti gli aspetti”. Sembrano molto lontani i tempi in cui, dalle parti del Cremlino, l’obiettivo primario di politica estera era ritenuto l’accesso all’esclusivo club occidentale del G8; dopo gli eventi bellici in Ucraina, e le sanzioni imposte alla Russia dalla comunità internazionale, le due capitali hanno perseguito l’impervio sentiero di un progressivo riavvicinamento con legami economici sempre più solidi.

Wang ha anche citato la comunicazione costante che intercorre tra il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo russo Vladimir Putin: “Il 2021 – ha detto – si annuncia come un anno di particolare importanza per le relazioni Cina-Russia, poiché entrambi i Paesi entreranno in una nuova fase di sviluppo”, ha promesso.
Il mese scorso, un sondaggio d’opinione tra la popolazione cinese ha rivelato che oltre la metà dei quasi 2.000 intervistati considerala Russia come il vicino più importante del paese; sul versante degli interscambi, le esportazioni di merci dalla Russia alla Cina hanno raggiunto quasi i 56,8 miliardi di dollari nel 2019, segnando un leggero aumento rispetto all’anno precedente. Le due potenze hanno anche lavorato insieme per utilizzare il rublo russo e lo yuan cinese al fine di sostituire il dollaro USA nel commercio internazionale.

Ma le mosse del Cremlino sullo scacchiere mondiale non si esauriscono nei rapporti col vicino Oriente. Come ha annunciato in un’intervista al giornale “Izvestia” l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, “Iran e Russia stanno preparando un incontro sulla cooperazione nella produzione del vaccino contro il nuovo coronavirus. Le conversazioni telefoniche nell’aprile-ottobre 2020 tra i presidenti di Iran e Russia hanno sottolineato l’interesse dell’Iran per la cooperazione con la Russia nel campo della produzione del vaccino contro il Covid e lo scambio di esperienze. Attualmente sono allo studio documenti russi sui vaccini”. Intanto, sul versante della campagna vaccinale interna, le autorità sanitarie moscovite hanno reso noto che oltre un milione e mezzo di dosi dello Sputnik V sono state distribuite fin nelle regioni più remote del Paese. Il know-how per la fabbricazione del siero sarà presto condiviso anche con l’Ucraina.

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