L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 gennaio 2021

La Calabria è in mano al Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato, la conferma viene dalla regione

Ma quale speranza può mai avere una regione che ha il proprio assessore al Bilancio agli arresti domiciliari?


…e che, ovviamente, non sente alcun bisogno di dimettersi

Certo, in un paese normale, non dico il presidente che, per sbandierata carità cristiana perdona i peccatori, ma quantomeno l’opposizione avrebbe dovuto sollevare il problema.
Ma in Calabria regna una sorta di partito unico, capace di destarsi da un atavico letargo solamente quando bisogna mettere la sordina a qualche voce scomoda.

E quando si riesce a far fuori il “pazzo” di turno ecco che ripiomba in un sonno profondo che ha il sapore della complicità.
Un esempio?
Ricordate il tavolo del “centrosinistra”, quello che, appena un mese addietro si riuniva laboriosamente ogni santo giorno.
Ecco, non appena i nostri eroi sono riusciti a sventare la terribile minaccia di Carlo Tansi candidato presidente, sono tranquillamente tornati a dormire.

Mi riferisco agli illuminati guidati dall’on.Graziano che, dalla provincia di Caserta, è giunto in Calabria per diffondere il verbo. Quasi gli stessi che dopo i cenoni natalizi, oggi tornano a lamentarsi perché de Magistris è nato oltre il Pollino…vicino Graziano.
In fondo è giusto che queste figure mitologiche, metà umani e metà poltrone, dopo aver ridotto la Calabria “la terza regione in ordine alfabetico”, pretendano di continuare a rimanere incollati alle poltrone, supportati dall’intellighenzia da salotto.
Occorre squarciare questo assordante silenzio, senza nasconderci dietro la presunzione d’innocenza.
Se vogliamo restituire dignità alla politica occorre che si inizi a far pulizia a prescindere dalle sentenze.
Solo così si ristabilisce il primato della politica.

Un indagato, per di più agli arresti per vicende di ndrangheta non può pensare di restare al governo della Regione come se nulla fosse accaduto.
È una questione morale.
Sicuramente l’assessore avrà modo di chiarire la sua estraneità, anche se per il momento sembra essersi avvalso della facoltà di non rispondere, ma deve farsi da parte.
Non per rispetto alle indagini, ma per rispetto ai Calabresi.
Altrimenti avrà ragione chi ci definisce una regione perduta.

Francesco Di Lieto (Codacons)

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