L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2021

La covid influenza diventa lo strumento per distruggere 145.000-240.000 piccole medie imprese italiane e i politici tutti che siedono in Parlamento sono complici, odiano chi li ha eletti

Botti di capodanno per una catastrofe

di ilsimplicissimus
31 dicembre 2020

Si dovrebbe augurare buon anno come è stato per tutti i 31 dicembre delle nostre vite e di certo ci saranno le masse sedotte e stuprate che non vedranno l’ora di brindare a vaccini nell'illusione di essere libere: anzi esse rinunceranno volentieri alle proprie libertà fondamentali, in primis quella di dire di no, in cambio di libertà minime, da gregge appunto come quella di passeggiare o di uscire la sera o di non portare mascherine. E’ la storia di quarant'anni in cui si sono svendute le conquiste sociali in cambio di lenticchie e più si svende più i profittatori si convincono che non verrà opposta resistenza: quindi potrete farvi siringare come San Sebastiano che tanto le segregazioni ci saranno lo stesso, di virus in virus, di variante in variante fino a che gran parte della popolazione non abbia più le risorse economiche per vivere senza l’elemosina del potere e soprattutto non abbia più il lavoro che è il presupposto della partecipazione politica. E del resto domani cercherò di spiegare che la copertura al 90 per cento del vaccino è solo questione di soldi: per una malattia che ha un R0 intorno all’ 1, 5 basta molto meno come spiega la letteratura medica in vigore fino 10 mesi fa.

E intanto, proprio per spingere a non più non posso le vaccinazioni il grande affare cui parteciperà tutto il ceto dirigente politico e sanitario, ci saranno altre severissime segregazioni a gennaio e a febbraio probabilmente con qualche miserabile bastardo di Pizzofalcone pronto a guidare la folla indistinta dei social nel mettere la stella gialla a chi vuole esercitare il diritto di rifiutare trattamenti sanitari obbligatori. Del resto è giusto che tronisti e attorucoli, ignoranti come come capre e stupidi come basilischi, disposti a vendere la madre ai beduini per una comparsata, siano le stelle comete di un popolo mutatosi in plebe tremante.

Ma in questo 2021 la lezione sarà durissima: i numeri non lasciano scampo a una crisi finale che ormai non ha più vie di uscita da un marasma greco: secondo la Cga di Mestre nel 2020 il fatturato delle Pmi che sono la spina dorsale della nostra economia, è calato di 420 miliardi e questo a fronte dei 29 miliardi del governo comprensivo di sgravi e proroghe fiscali, Un dramma che viene ribadito anche dal Cerved secondo il quale la perdita sarebbe inferiore, 362 miliardi , ma con 145.000 imprese ormai al fallimento. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio il numero delle imprese in via estinzione e invece di 240.000. Da notare che queste cifre sono in aggiunta al normale turn over quindi costituiscono una vera catastrofe.

Come se questo non fosse sufficiente il governo formato dai minus e dagli habens che insieme stanno benissimo, ha pensato bene di lasciar passare l’ennesima castroneria europea: da domani un’azienda che paghi 500 euro di prestiti in ritardo di un solo giorno verrà automaticamente classificata a default insieme a tutte le aziende dello stesso gruppo, anzi addirittura alle imprese semplicemente connesse sotto il profilo economico o industriale. Se poi si tratta si una piccola o media impresa con fidi inferiori a un milione allora la banca può classificarla a default anche per soli 100 euro se senza alcuna possibilità di compensazione tra i conti. Quest’ultimo profilo è proprio quello tipico delle Pmi italiane, normalmente poco capitalizzate che spesso lavorano con uno stato incapace di rispettare i termini di pagamento contrattuali ed è evidente che questa novità espressa dall’Europa delle banche e dell’egemonia tedesca è diretta contro quell’economia che dovesse resistere persino alle misure grottesche contro la covid influenza. In pratica un ritardo nel pagare anche cifre bagattellari fa registrare il cliente come cattivo pagatore e gli impedisce di ottenere sostegno dal sistema bancario per un lungo periodo anche se nel frattempo ha regolarizzato la propria posizione. Questo naturalmente vale anche per i singoli. Per paradossale e infame che possa sembrare il sistema bancario invece di immettere soldi nell’economia reale in un periodo di drammatica crisi fa esattamente e sempre di più il contrario mettendone regole capestro per ogni minimo inconveniente.

Se davvero la pandemia fosse solo un fatto sanitario tutto questo sarebbe inconcepibile, ma diventa perfettamente funzionale alla distruzione della piccola e media economia che resiste alla globalizzazione. Come i nostri progressisti possano non sentire gli odori mefitici che vengono dall’Europa delle oligarchie finanziarie e dalle grandi manovre pandemiche è un mistero: forse soffrono da decenni di anosmia mentale, altro che covid, oppure sono talmente simili alla materia in putrefazione da non accorgersene nemmeno più. Insomma è molto arduo augurare un buon 2021 che per milioni di persone sarò un inferno, ma sappiamo che sarà un anno benedetto per le grandi multinazionali del commercio on line che solo da noi hanno aumentato i profitti del 17 per cento, per le case farmaceutiche, per le oligarchie che stanno finalmente facendo piazza pulita dei diritti. Questi sono i loro botti che le autorità si guardano bene dal vietare.

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