L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2021

La Georgia regala la Camera Alta ai democratici. Le due facce della medesima medaglia si interfacciano inestricabilmente

Georgia in Blu e Wall Street avvia la grande rotazione

6 Gennaio 2021, 14:55 | di Ugo Bertone

La doppia vittoria del reverendo Warnock, primo senatore di colore eletto nello Stato del Sud (confermata) e di John Ossof (annunciata) spinge Biden verso la vittoria assoluta. E la Borsa fa i conti: più spesa green, più infrastrutture e più tasse. In rialzo i Treasury mentre i Big Tech iniziano la discesa


Gli occhi del mondo sono concentrati sulla contea di Fulton, periferia di Atlanta, così anonima che di essa Wikipedia registra solo il numero di abWa e trasformato quest’angolo agricolo e conservatore del Sud in un polo dello sviluppo in grado di attrarre una popolazione giovane e progressista, l’opposto dell’immagine dell’elettore repubblicano ai tempi di Donald Trump. Ed è qui che si stanno giocando gli equilibri dell’America, anzi del mondo, per i prossimi quattro anni.

Stamane, quando in Italia erano da poco passate le nove, il reverendo Raphael Warnock, pastore della chiesa Battista di Ebenezer, a suo tempo guidata da Martin Luther King, ha superato il senatore uscente, Kelly Loeffler, repubblicano, diventando il primo senatore di colore eletto nel Sud. Ora, tempo un paio d’ore, John Ossof, democratico 33 anni, reporter d’assalto, ha l’occasione di passare alla storia battendo il rivale repubblicano sotto, a scrutinio quasi ultimato, di 15 mila voti. Lui , del resto, ha già annunciato la sua vittoria: una doppietta che proietta i Dem verso il trionfo elettorale.

Se anche Ossof conquisterà il seggio di senatore, il controllo del Senato passerà ai democratici grazie al ruolo determinante della vicepresidente Kamala Harris, esponente della sinistra del partito “blu”. Poche ore dopo si terrà la cerimonia di proclamazione del nuovo presidente degli Stati Uniti da parte del vicepresidente uscente Mike Pence sordo agli inviti di Trump che fino all’ultimo ha esortato il suo vice ad approfittare della situazione per opporsi (con poteri che non ha) alla nomina di Biden. E la politica di Washington cambierà segno: a comando ci sarà, nei due rami del parlamento, il partito che ha promesso massicci investimenti nell’ambiente e nella spesa sociale, oltre ad un riequilibrio dei redditi con uno sforzo massiccio reso possibile da un aumento robusto della spesa (almeno quattro volte tanto rispetto a Trump) e delle tasse. 

Si profila per Wall Street un cambio di rotta epocale: basta sgravi fiscali per i più ricchi e basta buyback per sostenere i titoli. In cambio, si profila più debito, più spesa pubblica in infrastrutture e più aiuti ai consumi sotto la regia dell’ex presidente della Fed, Janet Yellen, Intanto Kamala Harris, avvocato in California con un passato da legale di nomi illustri della Silicon Valley promette una stretta regolatoria a carico dei grandi del tech, già nel mirino dei regolatori. 

I mercati, ancor prima del verdetto, hanno già tratto le loro conclusioni. I rendimenti dei titoli del debito hanno preso il volo. ll Treasury Note a dieci anni è salito di slancio oltre l’1% di rendimento, che ora vale 1,016 rispetto allo 0,95% di ieri. In cambio, i contratti sul Nasdaq 100, i più sensibili alla tecnologia, arretrano del 2% abbondante, mentre l’indice Russell, il benchmark delle piccole e medie imprese, sale del 2,6%. Il paniere principale, quello dell’indice S&P, limita il calo allo 0,3%, il Dow Jones allo 0,4% riflettendo così l’attesa di forti aiuti economici ai consumi ed alle imprese ed un programma di maggior spesa pubblica in infrastrutture. Si indebolisce Il dollar index, parametro della forza della valuta degli Stati Uniti, tocca nuovi minimi degli ultimi due anni e mezzo, a 89,25. Euro dollaro è in rialzo dello 0,3% a 1,233. 

Il cambio di rotta colpisce i Big: Amazon, Alphabet and Netflix sono sotto del 2%, Facebook del 3%. Al contrario, salgono banche ed industriali, in media del 3%. E Golfdman Sachs anticipa che il primo provvedimento dell’amministrazione Biden sarà l’aumento degliaiuti alle famiglie per 600 miliardi di dollar.

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