L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2021

La Georgia verso i repubblicani cioè alla Camera Alta minoranza ai democratici

Usa: scrutinio Georgia al 75%, candidati repubblicani avanti

Mike Pence ha detto a Donald Trump che non crede di avere i poteri per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso

Georgia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Redazione ANSAWASHINGTON
06 gennaio 2021 03:58 NEWS

Col 75% dei voti scrutinati nei due ballottaggi in Georgia per il Senato, i senatori repubblicani uscenti David Perdue e Kelly Loeffler contro sorpassano i candidati dem Jon Ossoff e Raphael Warnock, rispettivamente 50,6% a 49,4% e 50,2% a 49,8%. La corsa, però, resta un serrato testa a testa. 

Intanto Mike Pence ha detto a Donald Trump che non crede di avere i poteri per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso, che si riunisce oggi in sessione plenaria sotto la sua presidenza.

Lo scrive il New York Times citando fonti a conoscenza del colloquio. Il vicepresidente ha lanciato il suo messaggio durante un pranzo col presidente, poche ore dopo che Trump aveva twittato che Pence "ha il potere di respingere gli elettori scelti in modo fraudolento". Una delle opzioni considerate, secondo la ricostruzione del Nyt, e' che Pence riconosca in qualche forma le accuse del presidente sulle frodi elettorali durante uno o piu' dei dibattiti al Senato sui risultati di alcuni Stati prima della certificazione dei voti del collegio elettorale. Ma l'eventuale concessione non cambierebbe l'esito finale. Gli alleati di Pence prevedono che ottempererà' ai suoi doveri costituzionali. Nel caso per qualche ragione non potesse o non volesse farlo, il suo ruolo sarebbe assunto dal senatore repubblicano Charles Gassley, il membro con la maggiore anzianita' di servizio.

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