L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 gennaio 2021

La strategia del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato è chiara far scadere i termini massimi di custodia cautelare, i giudici attuali con il loro comportamento avvallano il progetto

Rinascita-Scott, Gratteri: «Udienze tutti i giorni». Ma il Tribunale lo stoppa

Il timore del procuratore è che scadano i termini massimi di custodia cautelare per gli imputati detenuti, che così tornerebbero in libertà. La presidente del Collegio però sottolinea: «Il processo è anche studio di deposizioni e carte»

di Giuseppe Baglivo 
19 gennaio 2021 20:35

Gratteri all’esterno dell’aula bunker

È corsa contro il tempo per il maxi-processo Rinascita Scott. Da un lato il timore di una scadenza dei termini massimi di custodia cautelare che porterebbe tutti gli imputati detenuti in libertà e da qui l’esigenza di celebrare celermente il dibattimento. Dall’altro lato, però, l’impossibilità oggettiva di tenere udienze ai ritmi richiesti dalla pubblica accusa, pena un mancato studio del processo stesso da parte dei giudici. 

Due esigenze che vanno conciliate e che, nel tardo pomeriggio, hanno fatto registrare in aula due diverse prese di posizione. Prendendo la parola quasi al termine dell’udienza, infatti, è stato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri a spiegare: «La mia presenza qui oggi aveva due scopi fondamentali: procedere alla riunione dei vari tronconi processuali in cui si è diviso il processo Rinascita-Scott, ma soprattutto far sì che vengano calendarizzate udienze dibattimentali tutti i giorni perché l’aula è in grado, anche dal punto di vista sanitario e della sanificazione dei locali, di far fronte a un’incombenza del genere. Se non celebreremo udienze tutti i giorni non potremo impedire la scarcerazione degli imputati per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare. Ho inoltre già scritto a chi di competenza affinchè questo Collegio venga esonerato da tutti gli altri processi in corso al Tribunale di Vibo, altrimenti non ce la faremo con i tempi e con i termini di custodia cautelare avendo già perso un mese inutilmente».


Pronta la replica della presidente del Collegio, Brigida Cavasino: «Faremo di tutto per evitare la scadenza dei termini massimi di carcerazione preventiva, ma è impensabile, non solo per noi ma anche per la cancelleria, fare udienze tutti i giorni perché il processo non è rappresentato solo dalla celebrazione delle udienze, ma è anche studio e i giudici devono avere il tempo per studiare le udienze, leggere le varie deposizioni e le trascrizioni delle intercettazioni così come far fronte alle innumerevoli istanze che verranno presentate. Il lavoro dei giudici non avviene solo nelle udienze e non si esaurisce solo con le udienze, e questo è evidente, altrimenti se non avessimo il tempo di studiare non immaginiamo davvero quanto dovrebbe durare la camera di consiglio di Rinascita-Scott. In ogni caso questo Collegio farà di tutto, ripeto, per non far scadere i termini di custodia cautelare».

Le prossime udienze sono state così calendarizzate per giovedì 21 gennaio e poi venerdì 22 gennaio. Si riprende poi il 25, il 26, il 28 e 29 gennaio. Il resto delle udienze verrà deciso in seguito cercando di contemperare le esigenze di tutti: quelle dell’accusa che mira ad evitare scarcerazioni (richiamando anche oggi in aula con il pm Antonio De Bernardo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Gaetano Cannatà, che ha parlato di riunioni in carcere fra gli imputati detenuti con il proposito di aderire in massa al processo con rito ordinario per “intasare” i lavori ed arrivare alla scarcerazione), ma anche quelle dei difensori impegnati pure in tanti altri processi, così come quelle dei giudici che hanno bisogno di studiare il processo ad udienze terminate.

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