L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 gennaio 2021

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29 Gennaio 2021 17:42

La Cina "non riconoscerà più" il passaporto rilasciato dal Regno Unito agli abitanti di Hong Kong

La Redazione de l'AntiDiplomatico


La guerra dell’occidente contro la Cina si sviluppa su diversi fronti. Uno di questi è sicuramente quello di Hong Kong. Con le potenze occidentali a fomentare e foraggiare il movimento di protesta contro la Cina nell’ex colonia britannica. 

Un punto di attrito è quello relativo alla legge sulla sicurezza nazionale. Misura che si è resa necessaria per fermare le ondate di violenza golpista scatenata dal movimento di protesta contro la Cina. Il Regno Unito ha ripetutamente condannato il governo cinese per l'imposizione della legge, definendola una "grave violazione" della Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984 che ha aperto la strada al passaggio di Hong Kong alla Cina nel 1997.

La Cina intanto come reso noto dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, ha informato che riconoscerà più i passaporti nazionali britannici d'oltremare come documento di viaggio e di identità. Secondo il portavoce, il governo si riserva il diritto di intraprendere ulteriori azioni in merito.

I funzionari cinesi, inoltre, hanno esortato il Regno Unito a non interferire negli affari di Hong Kong e ad abbandonare la loro "mentalità da guerra fredda".

Negli ultimi mesi, Londra e Pechino si sono scontrate su diverse questioni. Il 12 gennaio, il ministro degli Esteri, del Commonwealth e dello sviluppo britannico Dominic Raab ha dichiarato che il governo avrebbe implementato un'ampia gamma di misure contro Pechino per i presunti maltrattamenti degli uiguri in Cina. Pechino ha negato tutte le accuse e ha esortato Londra a ritirare le restrizioni al commercio con le aziende della provincia dello Xinjiang imposte con il pretesto di violazioni dei diritti umani e dell'uso del lavoro forzato.

Tornando a Hong Kong, invece, la legge sulla sicurezza nazionale vieta le attività secessioniste, sovversive e terroristiche, insieme a qualsiasi forma di interferenza straniera. Il presidente cinese Xi Jinping ha firmato un decreto per emanare la legge il 30 giugno 2020.

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