L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2021

L'individuo è nulla il potere è tutto

Sorveglianza totale

di Miguel Martinez
5 gennaio 2021

Scopro che un abile hacker si è impossessato del mio nome, cognome, codice fiscale e indirizzo di casa, tramite un numero di telefono secondario che avevo.

Siccome non ho lo smartphone, il danno per me spero che sia minimo, e non ho nulla contro il hacker che ha fatto le stesse cose che mi fa ogni giorno Bill Gates;[1] ma il fatto mi ricorda come tutti i dati che regaliamo costituiscano un unico ente, diviso solo da fragilissimi regolamenti e firewall.

Un secolo fa, e cioè lo scorso aprile, la trasmissione Rai Presa Diretta produsse una puntata, che vi presento in fondo a questo post e che invito a guardare con attenzione, perché spiega molto bene il mondo cui andiamo incontro.

Negli stessi giorni, avevo recensito qui un articolo della sociologa Daniela Danna:


Daniela scriveva:

“il modo di produzione capitalistico informatico per poter dispiegare completamente il suo potenziale economico e politico esige la progressiva riduzione di tutti i contatti umani su cui non si possono raccogliere dati. L’incontro faccia a faccia, il contatto umano diretto è in concorrenza con quello informatico.”

Il modo di produzione informatico si impone grazie all’emergenza.

Anni fa, sul vecchio blog, abbiamo ospitato un articolo dell’avvocato Giuseppe Pelazza su come funziona l’emergenzialismo.

Un’emergenza, richiede misure straordinarie, poi tutto torna normale, giusto?

Nel 1975, per via di un po’ di esagitati che tiravano le molotov, fu introdotta la Legge Reale.

Adesso, che la maggior parte di quegli esagitati sopravvissuti hanno superato i settant’anni, e che nessuno sa più come si fa una molotov, e persino il suo autore, l’on. Oronzo Reale, è da oltre trent’anni sepolto nel cimitero di famiglia a Lecce, la Legge Reale è sempre lì. 

Anche la faccia di Oronzo Reale sembra tratta da una lapide cimeteriale:


E’ divertente notare che anche allora ci furono i complottisti, all’epoca esclusivamente di sinistra, che sostenevano che i brigatisti (dal 1975) fossero un’invenzione dei servizi, che gli autonomi fossero fascisti mascherati, e quattro anni dopo avrebbero detto che Aldo Moro lo avesse rapito la CIA, e altre amenità.[2]

Non ci vuole molto a capire che l’eredità che ci lascerà il coronavirus sarà molto più drammatica di quella lasciataci dagli esagitati con le molotov, ma sarà altrettanto permanente.

Il veicolo fisico indispensabile per il controllo emergenziale – e per tutte le cose descritte nella puntata di Presa Diretta è in questo momento lo standard 5G. Poi saranno altre cose, non fissiamoci sui nomi.

Verso Ferragosto, che è la data migliore per votare cose emergenziali, la Camera ha approvato all’unanimità la “indagine conoscitiva” sul 5G, come racconta esaltato un certo Marco Bella, deputato del M5S.[3]

L’Indagine conoscitiva è un documento – in sé non impegnativo – in cui leggiamo però che il 5G è la chiave per “realizzare l’obiettivo europeo della Gigabit society“, permetterà la “Quarta Rivoluzione Industriale” e:

“sarà un elemento fondamentale in considerazione della sempre maggiore diffusione dell’internet delle cose (Internet of Things), in cui milioni di dispositivi si scambieranno dati ed informazioni a prescindere da qualsivoglia interazione umana e che è uno degli elementi più innovativi delle reti 5G oltre che uno dei suoi campi di attuazione fondamentali”

Cioè, il parlamento italiano, eletto per rappresentare gli interessi di tante persone diverse, ha votato all’unanimità per passare dalla “repubblica fondata sul lavoro” alla “Gigabit Society“, per lanciare la Quarta rivoluzione industriale che trasformerà l’intera società umana “a prescindere da qualsivoglia interazione umana”, il tutto senza sapere manco di cosa si stia parlando.

L’Indagine dice che il 5G è indispensabile per creare lo “spazio cibernetico” che

rappresenta un nuovo dominio operativo di natura artificiale, trasversale agli altri quattro domini tradizionali (dominio terrestre, dominio aereo, dominio marittimo, dominio spaziale), nel quale gli esseri umani, e nel prossimo futuro verosimilmente anche le intelligenze artificiali, possono agire e interagire a distanza. Si tratta di un dominio di importanza strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei diversi Paesi ma al contempo di un nuovo « spazio virtuale » di competizione economica e geopolitica per l’ampiezza dei settori chen e sono coinvolti”

Persino quando la stessa indagine conoscitiva mette in guardia, con un linguaggio fumoso:

“sarà significativo l’impatto di queste tecnologie sul funzionamento del

mercato del lavoro, rispetto al quale, sebbene sia incerto cosa succederà nel lungo periodo, si porrà sicuramente un problema di sostituzione di competenze in un periodo di transizione che potrebbe anche comportare complessi problemi di gestione, al fine di evitare situazioni di tensione sociale“

Cioè, la maggior parte di noi finirà senza lavoro, con relative “situazioni di tensione sociale”, ma Marco Bella, movimento cinque stelle, gongola lo stesso.

Basta presentazioni, vi invito davvero a guardare tutta la puntata di Presa Diretta.

Ne va di, beh, praticamente tutto.


Note:
[1] Giusto, lo so, me lo avete detto tante volte che dovevo passare a Linux. Un po’ sono pigro, un po’ è perché i miei clienti vogliono sempre documenti Word. Però ho torto lo stesso.
[2] I complottisti di allora spesero energie enormi nel tentativo di dimostrare sciocchezze, ma avevano ragione sul punto fondamentale: chi teneva il coltello dalla parte del manico, stava approfittando della situazione per controllarla meglio.
Oggi credo che possiamo dire che il Coronavirus esiste, come possiamo dire che le Brigate Rosse non furono una macchinazione fascista. Ma la cosa fondamentale è capire, come chi ha il potere sfrutta problemi veri per controllare la società.
[3] Come ho più volte raccontato nei commenti, alle elezioni politiche, mi sono ridotto ad andare a votare, per fermare l’espansione dell’aeroporto di Firenze, il saccheggio delle Alpi Apuane, il 5G e il TAV Lione-Torino.
Su questi temi, c’erano solo due formazioni votabili: il Movimento Cinque Stelle e Potere al Popolo.
Io ho scelto il M5S, perché PaP non ce l’avrebbe fatta, e così ho contribuito all’elezione di Marco Bella.
Per una volta credevo che ci fossero in ballo questioni abbastanza importanti da votare, mi becco questo:


Anche se chiedo scusa a tutti, Marco Bella resta sempre lì. E una frazione di colpa ce l’ho io.

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