L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 gennaio 2021

L'Ocse da consigli come mitigare le diseguaglianza incapace strutturalmente di dire come SRADICARLE

ECONOMIA

La pandemia ha accentuato le disuguaglianze. L'allarme dell'Ocse

Il segretario generale Gurria chiede una pronta risposta politica per mitigare i livelli "pericolosamente alti" di sperequazione sociale. Il Covid ha accelerato l'urgenza di una digital tax 

aggiornato alle 15:46 28 gennaio 2021

© Afp - Jose Angel Gurria

AGI - “L’aumento delle disuguaglianze è un problema urgente. Bisogna fare di più per fornire ai politici gli strumenti più efficaci per mitigare i livelli pericolosamente alti di sperequazione sociale”. Lo ha detto il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, intervenendo all’undicesimo meeting ‘Inclusive Framework’.

“La politica fiscale in era post Covid può offrire una moltitudine di opportunità per attuare politiche fiscali e dei redditi volte a rafforzare, piuttosto che indebolire, il tessuto sociale delle nostre società”, ha aggiunto Gurria.

Per Gurria è poi necessario trovare “una soluzione multilaterale e consensuale alle sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia” e la pandemia da coronavirus ha “esacerbato questa urgenza”. 

Una sfida che si compone di due parti, ragiona Gurria: “Il primo pilastro è fornire un nuovo diritto di tassazione per assegnare una percentuale dei profitti delle multinazionali alle giurisdizioni di mercato. Il secondo è fornire una tassazione minima globale per assicurare che i profitti delle multinazionali abbiano un livello minimo di tassazione”.

Secondo il segretario generale dell’Ocse, “i leader del G20 hanno ripetutamente riconosciuto l’importanza della questione e hanno dato mandato all’Inclusive Framework di fornire una soluzione entro la metà del 2021”. Se non si dovesse trovare una soluzione, “oltre 40 paesi andranno avanti autonomamente con una tassa sui servizi digitali”, ha aggiunto.

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