L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2021

Massacrare con le tasse i più deboli è lo sport della nostra politica. Energia pulita - Piano Nazionale per l'eolico offshore possiamo produrre tutta l'energia che abbiamo bisogno

In Italia Bollette Luce sempre più care che in Europa

Scritto da paoloa
7 gennaio 2021


Bollette della luce: l’anno passato in Italia abbiamo speso in media 90€ in più dell’anno precedente in bolletta. Durante l’ultimo anno, infatti, abbiamo assistito ad un drastico rincaro del prezzo dell’energia elettrica. 

In Italia in media il prezzo finale della luce in bolletta è aumentato del 20%, rispetto alle bollette dell’anno passato.

Parte di questo aumento è spiegata:
  1. dall’aumento del costo di mercato della materia prima energia elettrica, che in Italia è salito in media del 12%,
  2. e nell'altra parte dall'aumento delle imposte sull'energia.
Mentre nello stato Europeo economicamente più forte, la Germania, le differenze nelle bollette elettriche degli ultimi due anni si aggirano intorno al +/- 1%.

Il drastico confronto è stato evidenziato da uno studio di csttaranto.it sui consumi di energia elettrica in Europa nell'anno passato.

In Italia l’impatto delle tasse rispetto al prezzo netto dell’energia elettrica è del 68%, una cifra nettamente superiore alla media dell’Unione Europea. 

Chi paga le bollette luce più care in Italia?

Sempre dall'analisi di csttaranto.it si evince che la fascia della popolazione più colpita dal caro bollette sia la porzione dei piccoli consumatori (tutte le seconde case sperdute nei paesi più lontani e isolati, che già sono sovraccaricate a monte), che utilizzano meno di 1000 kW/h all’anno. Questi pagano un prezzo medio di 51 centesimi per kW/h.

Si tratta però di casi più rari, la famiglia media italiana possiede un impianto da 3 kW, e consuma all'anno 2700 kW/h. 

Nel terzo trimestre del 2020 il prezzo medio pagato da questa fascia di popolazione è stato di 19,20 centesimi di €/kWh, per una spesa media in bolletta di 518€ all'anno.


Come è suddiviso il prezzo che paghiamo nella bolletta della luce?

Questi 518€, secondo i dati di Arera, corrispondono ai seguenti costi:
230€ sono la spesa per la materia prima energia elettrica consumata, pagati al fornitore
106€ il costo del trasporto dell’energia e per la gestione del contatore, che vengono pagati al distributore
182€ vengono invece versati allo stato, divisi in oneri di sistema (113€) e in imposte (69€), tra accise ed IVA.

Quanto pagano la luce i Francesi rispetto a noi?


La differenza tra le bollette luce della famiglia media italiana e di quella francese (a parità di consumi).

Il confronto che si evince dallo studio di csttaranto.it è impietoso. In Francia il prezzo dell’energia elettrica al lordo delle tasse è del 20% inferiore al nostro. Gli Italiani hanno due grandi svantaggi rispetto ai cugini d’oltralpe:

Non siamo un paese produttore di energia, mentre i Francesi con le loro centrali nucleari riescono a sostentare la maggior parte del fabbisogno nazionale.

Le imposte sull’energia sono quasi il doppio di quelle Francesi, tra vecchie accise e l’IVA al 10% (anche se nell’ultimo periodo per la legge di bilancio 2020 si è parlato di ridurla al 5% in aiuto ai cittadini per l’emergenza Covid

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