L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 gennaio 2021

Qatar - Il nodo della discordia, nella crisi del Golfo del giugno 2017 è dato dalla Fratellanza Musulmana e dagli interessi economici condivisi con l'Iran

Domenica, 3 gennaio 2021 - 15:58:00

Golfo, la crisi con il Qatar al centro del vertice martedì


La crisi del Golfo, che coinvolge 4 Paesi contro il Qatar, potrebbe avvicinarsi a una soluzione mentre gli attori coinvolti si preparano al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo che si terra' martedi' in Arabia Saudita. A giugno del 2017, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Egitto e Arabia Saudita hanno reciso i rapporti con il Qatar, accusandolo di essere troppo vicino all'Iran e di sostenere i Fratelli Musulmani, classificati come "terroristi" del Cairo e dei Paesi del Golfo, dello Stato Islamico e dei gruppi jihadisti di Al Qaeda. Doha ha sempre negato il sostegno a "gruppi terroristici". La rottura e' stata accompagnata da misure economiche come la chiusura dei collegamenti aerei e marittimi con il Qatar e dell'unico confine terrestre con l'Arabia Saudita. Per ristabilire le relazioni, i quattro Paesi hanno chiesto a Doha la chiusura della televisione Al-Jazeera, nota per le sue dure critiche a certi regimi arabi, e ad una base turca. Ma il Qatar vede queste richieste come attacchi alla propria sovranita' e denuncia il "blocco" impostogli. Dopo qualche esitazione, gli Usa, alleati dei Paesi coinvolti nella crisi, sono intervenuti sulla questione insistendo sull'importanza dell'unita' del Golfo contro l'Iran, il grande rivale regionale di Riad e il Paese nemico di Washington. Secondo alcune fonti, e' pronto un accordo su ulteriori colloqui, ma non tutti i Paesi in conflitto con il Qatar sembrano aderire. Anche se gli Emirati hanno ufficialmente dato il loro sostegno ai negoziati per una soluzione, sarebbero riluttanti a cedere a Doha.

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