L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 gennaio 2021

Racconti invernali 2 - 17 settembre 2019 manca la liquidità e la Fed stampa a palate dollari. In Occidente, si prende l'influenza e la si trasforma in covid/lockdown/coprifuoco, il terrorismo dilaga, la distruzione di capitali, merci, uomini, mezzi di produzione può essere attuata. L'inflazione dipende dalla massa di moneta in circolazione in mancanza di offerta ma la Cina è pronta a produrre le merci necessarie


Il Grande Reset in 10 punti
 
5 gennaio2021

RAPIDAMENTE

1. Luglio-agosto 2019: iniziano a manifestarsi gravi problemi strutturali quando il Tesoro Americano preleva a sorpresa 190 miliardi di dollari dai conti denominati Treasury General Accounts, accesi presso la filiale della Federal Reserve di New York e gestiti dalle principali banche denominate Primary Dealers. https://www.newyorkfed.org/markets/primarydealers#primary-dealers

2. I 190 miliardi vengono così a mancare dalle riserve delle banche e finiscono nella spesa pubblica, ma quelli erano soldi già impegnati nella galassia del rischio controparte del mercato dei REPO, ovvero l’enorme mercato globale in cui le banche e gli operatori finanziari ottengono liquidità a breve termine per mantenersi in gioco nel mondo economico. Ricordiamo che grazie all’effetto leva, ogni dollaro di riserva sostiene un numero esponenzialmente maggiore di dollari scommessi. 

3. Settembre 2019: non ci sono più dollari! Non se ne trovano più! Mancando la liquidità, i bilanciamenti delle partite reciproche nel mercato dei REPO, iniziano a lanciare segnali preoccupanti di effetto domino. Banche americane, europee, giapponesi ecc, tutte a chiedersi dollari l’un l’altra, ma i dollari non si trovano. Ricordiamo che si tratta di una mondo economico/finanziario dove tutto è collegato in un rischio controparte di milioni di miliardi. >MILIONI DI MILIARDI!

4. 17 settembre 2019: i tassi d’interesse nel mercato dei REPO schizzano all’improvviso al 10%. La Banca Regolamenti Internazionali interviene lanciando l’allarme, come la sirena prima dei bombardamenti. O si corre ai ripari o scoppia tutto!



5. Il 18 ottobre 2019 a New York andava in scena l'Event 201. I big del mondo si riuniscono per una simulazione che nel giro di poche settimane sarebbe diventata reale. Le prove generali di un’epidemia di un nuovo coronavirus zoonotico! Carta da giocare che era già nel cassetto da diversi anni.

6. Il 20 gennaio 2020 I Big del mondo globalizzato si riuniscono nuovamente a Davos e viene illustrato il programma THE GREAT RESET, ovvero la necessità di un reset soprattutto economico per gestire il rischio di deflagrazione globale dovuto ad uno schema economico non più gestibile in nessun modo. Con l’occasione, perché no, dare anche un’accelerazione al programma di politiche globaliste che avranno il terreno spianato da una crisi creata ad hoc. 

7. Parte così OPERAZIONE CORONA. Per attuare il Grande Reset occorre disinnescare la bomba a orologeria che è il mercato dei REPO e dei derivati. Per farlo occorrono soldi. Ecco allora che miliardi di dollari vengono creati dal nulla e gettati a palate laddove mancano.

8. Il rischio adesso è che tutti questi nuovi miliardi inizino a circolare creando inflazione. Per combattere l’inflazione, il metodo più efficace è quello di bloccare la velocità di circolazione della moneta. Per bloccare la velocità di circolazione della moneta bisogna far stare la gente in casa.

9. Vengono bloccate tutte le attività umane dove la moneta circola con maggiore esuberanza, ovvero tutte quelle attività ricreative e ludiche dove la gente si diverte, sta bene, è felice e spende volentieri: ristoranti, discoteche, bar, pub, viaggi, vacanze, sport, eventi aggregativi, concerti, ma anche gli eventi religiosi, dove la gente può trovare conforto nella fede e scappare dal panico e dal terrore diffuso dai media h24.

10. Il programma di reset economico/sociale durerà diversi anni, con punte ancora molto drammatiche. Alternate a momenti apparentemente tranquilli. Tutto ciò per consentire una demolizione controllata del sistema economico non più gestibile e la contestuale demolizione controllata del modello sociale dove il ceto medio non è più previsto.

Approfondimenti su ognuno di questi punti, nelle precedenti newsletter. 

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