L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 gennaio 2021

Serve un accordo mondiale, almeno per le nazioni più progredite, per avere una nuova Bretton Woods

Euro: il piano UE per sostituire il dollaro come valuta di riferimento internazionale

19 Gennaio 2021 - 18:05

L’Unione Europea presenta oggi, 19 gennaio, il piano per rendere l’euro la moneta di riferimento internazionale, provando a sostituire il dollaro. La strategia della Commissione.


Oggi, martedì 19 gennaio, la Commissione Europea presenterà la sua nuova strategia per la crescita economica dell’Unione: riuscire a far diventare l’euro la nuova valuta di riferimento del sistema economico-finanziario globale nel prossimo futuro.

Un progetto ambizioso, cominciato durante la presidenza di Jean-Claude Juncker e portato avanti dall’esecutivo di Ursula von der Leyen. Una prospettiva in questa direzione era già stato anticipata in un report del 2019, ma, secondo alcune indiscrezioni, la nuova bozza prevede ulteriori misure che mirano a rafforzare la moneta unica.

Il piano, infatti, garantirà all’UE di difendere i propri interessi e i propri valori a livello internazionale, riuscendo quindi a contrastare il potere finanziario di Londra dopo la Brexit e non dover più subire le decisioni degli Stati Uniti, , tra cui le sanzioni nei confronti dell’Iran, come accaduto negli ultimi anni sotto la presidenza di Donald Trump.

Attualmente l’euro è la seconda valuta più utilizzata al mondo. L’Europa, quindi, metterà in campo tutte le sue armi a disposizione per riuscire a far convertire gli scambi mondiali dal dollaro all’euro, rompendo un predominio in atto dal secondo dopoguerra fino a oggi.

Euro: il piano UE per sostituire il dollaro come valuta di riferimento internazionale

Il programma della Commissione delineerà come l’Eurozona potrà rafforzare la propria resilienza economica e finanziaria grazie al potenziamento della moneta, sfruttando innanzitutto i mercati in crescita, primo tra tutti la green economy.

Nel Recovery Fund, infatti, viene previsto come, sui 750 miliardi di euro del totale dei fondi, un terzo dovrà essere speso per progetti per la transizione ecologica.

Le regole imposte da Bruxelles permetteranno quindi una forte crescita prevista per il settore, andando di conseguenza a influenzare i mercati finanziari, i quali vedranno aumentare le quote in finanza verde.

L’obiettivo diventa così quello di far diventare l’euro la valuta di riferimento di prodotti come i Green Bond, di cui l’UE è già leader mondiale, possedendo quasi la metà del totale. Gli effetti si sono già registrati, permettendo un apprezzamento del 5,1% sul dollaro nel 2020.
Così la Commissione vuole evitare i pericoli Brexit e sanzioni USA

Un altro strumento pronto a essere impiegato riguarda l’introduzione dell’euro digitale, cui decisione del lancio dovrebbe essere presa intorno alla metà del 2021, per riuscire anche in questo caso a posizionarsi come moneta principale del sistema.

Tra le cause principali che stanno portando all’accelerazione di tali decisioni, troviamo da una parte le conseguenze derivanti dalla Brexit, le quali stanno spingendo il blocco comunitario a rafforzare le infrastrutture finanziarie comunitarie, con i tentativi delle istituzioni di provare a convincere diverse compagnie ad abbandonare il Regno Unito.

Dall’altra gli effetti negativi causati dalla decisioni unilaterali degli Stati Uniti e dal presidente Trump, come ad esempio le sanzioni imposte dall’America nei confronti dell’Iran, che hanno avuto ripercussioni anche sulle banche, le società e le persone appartenenti all’Unione Europea e coinvolte in affari con Teheran.

Nessun commento:

Posta un commento