L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 gennaio 2021

Si è preso la tipica influenza e la si è fatta diventare covid/lockdown/coprifuoco grazie allo sbarramento fatto dalle televisioni, giornaloni, giornalisti professionisti e chi per caso si è discostato dalla narrazione ufficiale lo si è tacitato ideologicamente come negazionista, con tutti gli strumenti a disposizione per punirlo, isolarlo, bastonarlo.

POLITICA
Giovedì, 31 dicembre 2020 - 09:57:00
Orwell e la logica del bipensiero in "1984": una chiave per la realtà odierna

Coronavirus, governo... quante analogie tra il romanzo di politica "1984" di George Orwell e la situazione attuale

Lidia Sella


Le ideologie, nel bene o nel male, incidono sulla realtà, cambiano il destino di popoli e individui, modificano persino il corso futuro degli eventi.

Chi legga oggi 1984 di George Orwell, romanzo di fantapolitica pubblicato nel 1948, rileverà notevoli analogie tra la vicenda narrata e la situazione attuale. 

L’antropologa Ida Magli, nel saggio La Dittatura Europea, spiegò che George Orwell era un affiliato alla Massoneria. 

Sotto le vesti della fantasia, l’autore ha dunque svelato ai posteri il mostruoso progetto ordito dai vertici massonici per asservire, sorvegliare e vessare la popolazione mondiale. Sino a spogliarla della sua stessa umanità. 

1984 rappresenta perciò un’utile guida alla realtà, un vademecum sulla logica del “bipensiero”, arma diabolica brandita dai potenti della Terra per disorientare, e plagiare, l’opinione pubblica. Il meccanismo è semplice. Basta affermare l’esatto contrario di ciò che si pensa e agire in antitesi a quanto promesso. Un modus operandi adottato di frequente anche nel nostro “agone” politico, da tutte le forze schierate in campo, comprese quelle che, nel teatrino del pluralismo democratico, interpretano il ruolo dell’opposizione. Lega e Movimento 5 Stelle, ai loro esordi, non si schierarono forse contro l’Europa, l’euro, la NATO? 

La cupola mondialista, oltre a corrompere i governi dei Paesi da sottomettere, ricorre spesso alla dissimulazione. La sua firma si cela dietro termini tanto rassicuranti quanto ingannevoli. Giusto qualche esempio, per familiarizzare con i trucchi linguistici impiegati dal nostro subdolo avversario. Il decreto varato nel 2012 dal Governo Monti, e che si abbatté come uno tsunami di austerità sui cittadini Italiani, fu chiamato “Salva Italia”. La riforma nota con il nome di “Buona scuola”, (Governo Renzi, legge n.107-2015), scatenò un putiferio nell’Istruzione pubblica, ma soprattutto convertì la scuola in un’azienda, con grave danno per la didattica. Quanto al decreto “Cura Italia” (marzo ‘20) e al decreto “Rilancio” (maggio ‘20), sarebbe stato più onesto intitolarli direttamente “Affossamento” e “Ammazza Italia”.

A proposito di falsificazione, la scienza al servizio delle multinazionali farmaceutiche, grazie alla complicità dei media allineati, e al fine di giustificare questa pretestuosa emergenza sanitaria, ha diffuso la menzogna che gli asintomatici siano contagiosi. Una circostanza esclusa invece dai virologi seri. Come confermato da Giorgio Palù – Presidente della Società Europea di Virologia, docente di neuroscienze all’Università di Filadelfia, Professore emerito all’Ateneo di Padova, di recente nominato Direttore Generale dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco – nel corso di un’intervista rilasciata a LA7, il 14 ottobre scorso. In tale occasione, il luminare patavino ha ribadito alcuni punti fermi: il 95% dei positivi sono asintomatici; positivo non significa malato; gli asintomatici non sono contagiosi; il tasso di letalità da covid -19 oscilla tra lo 0,3 e lo 0,6 %, mentre altri due coronovaris, SARS (anno 2002) e MERS (anno 2012), si attestatarono su un tasso di letalità rispettivamente del 10% e del 37%.

In 1984 di Orwell il sovvertimento dei valori, su cui poggia la patologica costruzione del “bipensiero”, trova una perfetta sintesi nello slogan del Socing, il partito unico. Tre gli assunti su cui si fonda.

“La guerra è pace”. Sullo scacchiere occidentale, il termine guerra è già stato in effetti sostituito con “missionie di pace”. Una mera operazione linguistica, naturalmente. Nella sostanza, nulla è cambiato. Un pacifismo fasullo è calato però come una cortina di nebbia, a mascherare le autentiche ragioni che spingono a scatenare un conflitto. 

Il rovesciamento dei consueti paradigmi di senso investe anche il secondo proclama: “La libertà è schiavitù”. Un’equazione in apparenza assurda, e che tuttavia si presta a fotografare anche la condizione degli Italiani, strangolati dalle tasse, trattati da sudditi e ora costretti addirittura alla detenzione, pur senza aver commesso un delitto. E poi, nei decenni passati, qualcuno ci ha mai interpellato per sapere se volevamo aderire alla NATO, entrare in Europa, rinunciare ai nostri confini, passare dalla lira all’euro, aprire le porte a migliaia di clandestini e regalare all’estero giovani cervelli? La risposta è NO. Eppure siamo tanto ingenui da illuderci ancora di essere liberi.

“L’ignoranza è forza”, terzo paradosso sul quale si regge la propaganda di partito del Socing. Un principio guida, almeno a partire dal 1968, adottato anche dai farabutti al governo del nostro Paese. L’analfabetismo di ritorno, favorito da fattori quali la disaffezione alla lettura, l’avvento dei social, una TV spazzatura, la demonizzazione della cultura classica, e associato a modelli di vacuità, disimpegno e volgarità, ha finalmente dato i suoi frutti. Così giornalisti, politici e scienziati prezzolati possono adesso veicolare tranquillamente qualunque fandonia sul covid. Chi oserebbe contraddirli? Il virus della paura ha attecchito con facilità sul terreno fertile dell’ignoranza, concimato da opportuna “infodemia”. Privo di spirito critico e a digiuno di sapere, il popolo è stato ormai addomesticato. Labirinti di repressione e isterismi collettivi pilotati ad hoc, finalizzati a precipitare la popolazione nel baratro della miseria più nera. Ma nessuna reazione. Non un lamento. La protesta circoscritta a sparuti gruppi di irriducibili idealisti.

Assai istruttiva, nella descrizione di Orwell, l’attribuzione dei compiti ai diversi ministeri.

Il Ministero della Verità imbastisce menzogne mediatiche. 

Di primo acchito potremmo classificarla come un’iperbole letteraria. Ma qualcuno di voi rammenterà forse la famosa foto con una macabra distesa di bare, ossessivamente diffusa su giornali e TV nella primavera 2020, durante la prima ondata di covid, e riferita all’ecatombe di Bergamo? In verità quello scatto risale al 5 ottobre 2013 e inquadra l’interno di un hangar dell’aeroporto di Lampedusa, che ospitava le salme di qualche centinaio di migranti, deceduti due giorni prima al largo dell’isola. 

Il Ministero dell’Amore crea un clima di terrore. Un po’ come qui, dove ti convincono che le regole anti-covid siano studiate per proteggerti e intanto i droni della polizia ti inseguono perché hai osato avventurarti in passeggiata solitaria sulla spiaggia.

Il Ministero dell’Abbondanza gestisce i razionamenti. Durante i primi mesi di arresti domiciliari ci assicurarono che non ci sarebbe mancato nulla.Ciononostante lunghe e ordinate file di persone, in stile sovietico, si formarono davanti ai supermercati. Quasi una lezione di obbedienza.

Troppe insomma le coincidenze con 1984, per pensare a un semplice caso. Qui ormai l’incubo si è sostituito alla realtà, a poco a poco fagocitata dalla distopia. Di fronte a un simile orrore, la mente vacilla, l’angoscia intacca il nostro equilibrio mentale. Eppure lo scenario surreale in cui siamo immersi sarebbe evitabilissimo. 

La popolazione va risvegliata, deve prendere coscienza, ed essere disposta a combattere, per restaurare la normalità. Occorre però costruire una società nuova. Il nostro popolo esige, e merita, libertà, cultura, giustizia. Serve puntare sulla famiglia, l’etica, la salute. Affidarsi all’arte, alla bellezza, alla grande musica dei secoli. Restituire dignità all’uomo e recuperare una dimensione spirituale, nel rispetto della natura. 

Ecco perché multinazionali, massoneria e finanza internazionale, che mirano esclusivamente al potere, al profitto e allo sfruttamento, sono nostri acerrimi nemici. Nemica è la quarta rivoluzione industriale, che intende sostituire il lavoro manuale con catene digitali. Nemico il transumanesimo. Nemica l’identità digitale planetaria, che il bandito Bill Gates pretende di imporci. Nemici i sistemi di tracciamento e l’obbligatorietà dei vaccini. Nemici, per noi, il cancro dell’omologazione e il progetto di sostituzione etnica che, nel colpire l’integrità dei popoli, minano la nostra civiltà millenaria.

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