L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 gennaio 2021

Sulla via di Damasco la Snam si è convertita che il passaggio all'energia pulita dell'idrogeno verde può saltare la fase del gas naturale



Idrogeno, Italia hub europeo con gasdotti green
Snam
ECONOMIA
15:56 21.01.2021

Snam si orienta sempre più verso l'idrogeno ed investe in Medio Oriente. Obiettivo della multinazionale trasformare l'Italia nell'hub dell'idrogeno europeo.

Fino al 2020 i piani industriali delle imprese energetiche, in particolare quelle italiane, parlavano di transizione energetica con alla base il passaggio dal petrolio al gas naturale (vedasi piano industriale al 2050 di Eni spa), ma la pandemia ha rivoluzionato anche nel mondo energetico e così il passaggio potrebbe invece essere un salto più deciso verso l’idrogeno.

Il numero uno di Snam, Marco Alverà, intervenendo ad un webinar de Il Messaggero, ha parlato della grande opportunità che ha l’Italia di diventare un hub dell’idrogeno per l’Europa.

“Il Golfo è un po’ il cuore del mondo energetico – afferma Alverà –. Il Golfo si sta attrezzando in modo molto rapido per passare dalle fonti fossili alle rinnovabili. Il progetto più grande di rinnovabili al mondo è in Arabia Saudita che guarda caso punta molto sull’idrogeno. Noi lì ci siamo attraverso la nostra partecipata De Nora leader per gli elettrolizzatori”, riporta AskaNews.

Gli investimenti di Snam nel Medio Oriente

“Abbiamo comprato una quota importante nella rete del gas di abu Dhabi che oggi è una rete fossile e su cui lavoreremo per trasformarla gradualmente in una rete rinnovabile,” ha fatto sapere l’ad di Snam Alverà.
“Abbiamo vinto una importantissima gara in Kuwait dove andremo nei prossimi giorni”, ed inoltre il “sogno è esportare via tubo da Israele”, ripristinando il “vecchio progetto, l’Eastmed” il quale “potrebbe tornare attuale come gasdotto per l’idrogeno”, aggiunge ancora Alverà.

L’idrogeno nelle fabbriche italiane e d’Europa

L’idrogeno come noto non è un gas disponibile libero in natura e va quindi estratto. Attualmente i processi estrattivi prevedono l’uso di energia proveniente da combustibili fossili o utilizzando metodi che sprigionano grandi quantitativi di anidride carbonica.

Per passare dall’idrogeno grigio o blu, all’idrogeno verde, è quindi necessario impiegare l’energia derivante dalle fonti rinnovabili come l’eolico e il sole.
“L’idea è che l’idrogeno ci aiuterà a portare l’energia del sole e del vento nelle nostre fabbriche, in quella Germania che deve abbandonare le sue fonti storiche e passare a una fonte del futuro. Col Tap l’Italia può davvero diventare l’hub e il Medio Oriente la fabbrica mondiale o una delle più promettenti per l’idrogeno”.

Snam e la sperimentazione dell’idrogeno in Italia

Negli ultimi anni Snam ha già sperimentato l’immissione di idrogeno nella rete gas nazionale. Lo ha fatto a Contursi Terme immettendo il 5% di idrogeno nella rete gas attuale, dirigendola verso delle imprese locali.

Gli esperimenti hanno avuto successo e Snam conduce ulteriori test per aumentare la percentuale di idrogeno da immettere sulla rete gas nazionale.

L’idrogeno non richiederà quindi nuove linee del gas, ma basterà effettuare modifiche su quella attuale per portare l’idrogeno alle imprese e un giorno anche nelle case.

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