L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 gennaio 2021

WhatApp ambigua fino in fondo

WhatsApp: Garante Privacy boccia la nuova policy

Il Garante Privacy si è espresso contro la nuova informativa privacy di WhatsApp: le modifiche non sono chiare, serve maggior trasparenza.


Non c’è trasparenza quando non c’è chiarezza: sulla base di questo principio il Garante Privacy ha bocciato il modo in cui WhatsApp ha enunciato la nuova informativa nei giorni scorsi, chiedendone l’approvazione da parte degli utenti per il proseguimento del servizio. Non solo: il Garante, oltre a porre le proprie obiezioni, ha voluto anche alzare la posta spostando il campo della discussione all’intera Unione Europea, portando il problema sul tavolo dell’EDPB (al quale fanno riferimento tutte le Autorità dell’UE per la tutela dei dati personali).

Garante Privacy: l’informativa WhatsApp non è chiara

Spiega il Garante: “Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy“. Ma soprattutto: “Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio“.

L’Authority è esplicita nel definire come apparentemente “non idonea” l’informativa a consentire una scelta libera e consapevole da parte degli utenti, il che volge chiaramente a sfavore di WhatsApp in attesa di un pronunciamento più chiaro. Ma il tempo con ogni probabilità non giocherà a favore del servizio perché “Il Garante si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali“.

Una sorta di cartellino giallo alzato con motto d’urgenza, insomma, facendo chiaramente intendere a WhatsApp quale sia la direzione verso cui intende andare l’Authority.

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