L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 gennaio 2021

WhatsApp ha rinviato momentaneamente la firma per in nuovo contratto d'utenza, NON si aspettava reazione così veemente e velocissima

WhatsApp, policy rinviata: nessun account sarà rimosso

WhatsApp rinvia di tre mesi la necessità da parte degli utenti di accettare la nuova informativa privacy: serve tempo per spiegarsi e per capirsi.


WhatsApp non fa ammenda, ma fa comunque un passo indietro: la discussa policy per la gestione dei dati subisce una battuta d’arresto e viene spostata di tre mesi, lasciando così agli utenti molto tempo in più per capire (ed al gruppo molto tempo in più per spiegare). La polemica viene congelata con un rinvio, insomma, ma anche con un linguaggio che lascia trapelare una certa acrimonia nei confronti di quanti hanno riportato in modo inesatto ciò che stava per accadere.

Nel frattempo agli utenti giungono piene rassicurazioni: nessun account sarà rimosso o cancellato, nessuna forzatura sarà portata avanti né oggi, né l’8 febbraio, né in seguito. Da oggi inizia un tentativo di riappacificazione per tutti i transfughi che in queste ore hanno sentito le sirene di Signal o Telegram ed hanno pensato di migrare le proprie comunicazioni.

WhatsApp, policy rinviata

A pesare su quanto accaduto c’è sicuramente la storia di Facebook, gruppo chiaramente famelico di dati, nonché l’improvvisa richiesta di accettare un’informativa che pochi hanno letto e ancor di meno hanno compreso. L’intervento del Garante Privacy italiano è stato in tal senso tempestivo e chirurgico nell’identificare le mancanze di WhatsApp: testo poco chiaro, scarsa trasparenza ed una conseguente mancata libertà di scelta da parte dell’utenza. Ecco perché il Garante ha spostato la discussione sul campo europeo (alzando quindi la posta) e minacciando interventi d’emergenza.

Con apposito post, WhatsApp ha spiegato:

WhatsApp è costruito su una semplice idea: quel che condividi con i tuoi amici e con la tua famiglia, rimarrà tra di voi. Questo significa che proteggeremo sempre le tue conversazioni personali con una crittografia end-to-end, così che nessuno, né WhatsApp né Facebook, potrà vedere questi messaggi privati. Ecco perché non teniamo log di chi messaggia o chiama. Inoltre non vediamo le vostre localizzazioni condivise e non condividiamo i vostri contatti con Facebook. Con questo aggiornamento, nulla sarebbe cambiato.

Piuttosto, aggiunge WhatsApp, le novità interesseranno le future novità lato business che arriveranno sul servizio a partire dal 15 maggio (la data resta immutata nonostante il rinvio della policy). Ora WhatsApp avrà modo di spiegare meglio tutto ciò, chiarendo le novità rispetto alla policy antecedente e senza un colpo di spugna concentrato in un improvviso pulsante “approva” che non lascia margini di scelta alla community.

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