L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 gennaio 2021

Xiaomi contrattacca decisa

Xiaomi denuncia il governo degli Stati Uniti


Xiaomi ha presentato una denuncia contro il governo statunitense, in seguito all'inserimento nella blacklist del Dipartimento della Difesa.


Xiaomi aveva promesso “appropriate contromisure” per difendersi dalle accuse mosse dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L’azienda cinese è ora passata dalle parole ai fatti, presentando una denuncia sia contro il Dipartimento della Difesa che contro il Dipartimento del Tesoro. La citazioneè stata depositata presso il tribunale federale del Distretto di Columbia.

Xiaomi nella blacklist: decisione incostituzionale

Il noto produttore di smartphone è stato inserito nella blacklist del Dipartimento della Difesa, in quanto avrebbe collaborato con le forze armatedella Repubblica Popolare Cinese. In base al National Defense Authorization Act, che ha istituito questa “lista nera”, gli investitori statunitensi non possono acquistare nuove azioni di Xiaomi a partire dal 15 marzo 2021 e devono vendere quelle già acquistate entro l’11 novembre 2021. Il possesso di azioni Xiaomi è proibito dal 14 gennaio 2022.

Xiaomi aveva subito smentito le accuse, affermando di non avere nessun rapporto con l’esercito comunista cinese e promettendo l’attuazione di “contromisure appropriate per proteggere gli interessi propri e degli azionisti“. Nella denuncia viene sottolineato che la decisione dell’amministrazione Trump provocherà danni irreparabili per Xiaomi, quando entrerà in vigore la restrizione.

La maggioranza delle azioni (26,5%) sono possedute dal co-fondatore Lei Jun che risiede in Cina, ma un elevato numero di azioni sono nelle mani dell’altro co-fondatore Bin Lin (9,5%) e di tre investitori istituzionali, ovvero BlackRock Inc. (3%), Vanguard Group Inc. (1,9%) e State Street Corp. (1,6%), tutti con residenza negli Stati Uniti. Le azioni che questi investitori sono costretti a vendere entro l’11 novembre 2021 ammontano ad oltre 4 miliardi.

Xiaomi chiede al giudice di emettere un’ingiunzione per la rimozione dalla blacklist, in quanto la decisione del governo statunitense è illegale e incostituzionale.

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