L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 febbraio 2021

Chi tocca la gestione dell'influenza covid muore l'ha stabilito YouTube, Facebook, Twitter censurando chi cerca di mettere in piedi un minimo di informazione che si discosti da quella ammessa. Anche il nostro fanfulla è cascato nella trappola

L’Enigma Speranza

Nemmeno lascia passare la notte sulle sue (giuste) critiche  per il sopruso del ministro, che Matteo Salvini si affretta a dettare  alle agenzie il suo voltafaccia:

Salvini:”Il ministro Speranza ha vissuto un anno sotto pressione. Va sostenuto da tutti i punti di vista.”

https://t.co/PA07J0aUbZ

Salvini: cercheremo di sostenere Speranza da tutti punti di vista – ItaliaOggi.it

“DA tutti i punti div ista” . Senza  nemmeno dare ai suoi elettori, e a noi, uno straccio di  spiegazione plausibile per la sua svolta a U.  Per quanto debole di mente, Salvini non può non sapere  che ha perso la faccia e troncato per sempre il suo stesso futuro  come capo di una qualunque opposizione.  Che  non abbia   grandi coglioni,  si sa; ma  qui  – come  facevano i sacerdoti di Cibele  –  il Nutella si è  tagliato i testicoli per offrirli sanguinanti sull’altare del colpevole  più degno di  rigetto  della dittatura terapeutica  coi suoi morti e non curati per lockdown, i suoi soprusi e  arbitri devastanti per l’economia  e per le menti.

Mi sembra chiaro che qualche Cibele del nostro tempo  abbia chiesto e  comandato una simile auto-castrazione del leghista.  La  forza di Roberto Speranza non può dipendere dal partitino di cui  fa parte,  una scheggia del PD  creata da Bersani forse apposta per piazzare il suo ometto-chiave come “gestore pandemico”, ed è già strano che l’esponente di una cosa con l’1,8 dei voti  abbia avuto quella posizione, la più cruciale e operativa  in questi mesi, e  che per giunta sia  inamovibile, insostituibile e nemmeno criticabile, sennò bisogna coccolarlo, “ha avuto un anno sotto pressione”..Sessanta milioni di italiani, no.

Sul web c’è uno che da  mesi  sostiene che  Roberto Speranza è “un sionista”, un ebreo  militante, un sayan o (favoleggia  qualcuno)  un attivo del Mossad: con dati del tutto campati in aria.  Una breve ricerca mostra, al contrario, che due noti siti ebraici, InformazioneCorretta e Mosaico (Comunità ebraica di Milano)  lo hanno criticato perché a Gerusalemme s ‘è fatto unire in matrimonio da a Padre Ibrahim Faltas,  un francescano palestinese  “ dai profondi   legami con i terroristi di Hamas” a cui lo unisce grande amicizia.

Per contro, ho trovato – inquietante  – che due personalità ebraiche note e rilevanti nell’agorà,  dirigenti mediatici, signori del discorso, hanno  costantemente elogiato Speranza , ne hanno promosso la figura  di politico con toni che superano l’adulazione.

Uno è Gad Lerner,  intervistatore seriale di Speranza,  e suo slinguazzatore indefesso (lo descrive «Un profilo distaccato, laborioso ma umile»,  che “ha sulle spalle il peso della crisi sanitaria eppure si vede poco in tv e meno sui social. Va invece forte nei sondaggi”).

Ancor più  indicativo, il 20 marzo, sul Venerdì di  Repubblica, Gad Lerner pubblica il trafiletto che potete vedere

“Aveva ragione Speranza”

Dove spreca aggettivi  amorosi  (“raro, ammirevole”) poco familiari sulla bocca del linguacciuto Gad. Ma attenzione all’incipit: “Questa è una rubrica di riparazione. La devo al ministro Roberto Speranza…”.

Ora, dalla mia esperienza di 50 anni di mestieraccio, un simile esordio suggerisce che quella “riparazione”  è stata richiesta. Pretesa a qaulcuno a cui nonsi può rifiutare nulla.  E prontamente eseguita. Si noti il tono insolito: di  rispetto, anzi più, di   deferenza verso il personaggetto. Quasi che Gad Lerner  riconosca nel ragazzotto un qualche tipo imprecisato di superiore  – del tutto inspiegabile oggettivamente dalla caratura di Speranza  – rispetto al quale si  esprime da subalterno, con toni di rispetto  e  venerazione.

L’altro, anche più  indicativo, è Paolo Mieli.  Più inquietante  perché  Paolo Mieli, molto più intelligente di Gad Lerner, molto più accorto a non  apparire di parte e coprire la narrativa ufficiale  come “moderato” e di centro, è  un vero  sperimentato  uomo di potere, dalla  cabina del Corriere  è stato uno dei registi di Mani Pulite e che ai compagni diede il segnale della fine dell’ “impegno” e  che era di moda il “ritorno al privato”; insomma uno capace davvero di  conformare gli etat d’esprit.  Fra i signori del discorso u n pezzo da novanta, che  alla sua età non si spreca per piccole cause.

Ebbene:   prima ancora che Mario Draghi nominasse  i membri del suo governo, Paolo Mieli  ha detto e ripetuto in varie accorte interviste televisive e salotti mediatici che contano, che Draghi avrebbe dovuto  fare un ministero di soli tecnici, cambiare tutti i ministri, “tranne uno: Roberto Speranza, che ha fatto molto bene”.

Era un’asserzione  così   menzognera, che poche ore dopo, in altra intervista, Paolo Mieli ha corretto la motivazione:

” Un ministro da confermare in un eventuale Conte ter o in un governo di larghe intese?

«Roberto Speranza. Non perché non abbia fatto i suoi errori ma perché è una persona perbene alle prese con un’emergenza planetaria e adesso non possiamo permetterci un “cambio di generale” al dicastero della Salute. Lui andrà valutato alla fine».

Menzogna ancora più  oltraggiosa per uno che  sa  dis toria   e quindi sa che dopo la disfatta di Caporetto, in piena emergenza, il generale  fu cambiato  eccome: Cadorna fu sostituito da Diaz, e fu la vittoria.

Alle due voci  s’è unita (poteva mancare?) quella de  Il Foglio, che nella comunità dei signori del discorso copre   la frenesia delirante,  l’estremismo  chutzpah : esige  “Più potere ad Arcuri,   #lockdown bestiale e vaccini a tutto spiano, prima che sia troppo tardi!”

Dunque non solo Salvini oggi  praticamente si scusa con Speranza contro ogni giustizia ed evidenza, su prescrizione della stessa entità  per la quale operano Lerner e Mieli. Verrebbe quasi da augurarsi: magari fosse solo il Mossad

Perché  in Israele  preziose vite ebraiche vengono sacrificate senza esitare  agli effetti avversi  dai “vaccini a tutto spiano prima che sia troppo tardi “    attuate  a tappeto;

Dopo la vacinazione sia i morti Covid che gli ammalati gravi sono raddoppiati

quasi l’intera popolazione  è stata vaccinata e il covid  colpisce  proprio molti vaccinati prima sani; e titola Haaretz,

Netanyahu bolla gli israeliani non vaccinati il ​​Nuovo Nemico

Netanyahu ha legato il suo destino nelle elezioni alle vaccinazioni COVID e sorge il sospetto che le sue proposte siano influenzate da considerazioni personali. Nel frattempo, la divulgazione di nomi di israeliani che devono ancora essere vaccinati apre la strada a gravi violazioni della privacy

La vaccinazione totalitaria e obbligatoria è diventata una demonia  a cui tutti i potenti obbediscono, e a cui nessuna opposizione è ammessa. Roberto Speranza è inamovibile,  e chi lo critica e  ostacola il progetto  è il Nuovo Nemico, anche nella comunità giudaica. E  il Times of Israel ci informa:

Il dottor Anthony Fauci vince il prestigioso premio israeliano da 1 milione di dollari. Premio Dan David per il 2021

 per “ contributo straordinario all’umanità ”

Non ci resta che condividere questa osservazione

 

Questi non sono “ebrei”, ma sono dei criminali di origine ebraica che stanno con i loro prodotti della morte (i vaccini) ad esempio per uccidere milioni di ebrei di Israele, paese con la più alta % di vaccinazione covid ad oggi e con una pressione mediatica e governativa terrificante per costringere tutti, ma proprio tutti – bambini compresi – a fare il vaccino. Quindi, il nuovo genocidio viene da questa elite di “ebrei” contro il loro stesso popolo.

Pregare che vadano in malora le loro macchinazioni.

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