L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 febbraio 2021

“Contro gli incappucciati della finanza” di Federico Caffè. Oggi lo stregone maledetto ha preso il governo dell'Italia. Mattarella Mattarella complice

Chi sono gli incappucciati della finanza

19 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Chi sono gli incappucciati della finanza

“Lei è un incappucciato della finanza. Lei insiste a definire l’euro irreversibile. Anche per la DDR il muro lo era ma non aveva fatto i conti con la disperazione della gente” .

E ancora: “Lei è qui per chiudere quel processo di svendita cominciato con le privatizzazioni del Britannia… Lei è qui per consegnare gli italiani al mangiafuoco dei mercati. Si può togliere il cappuccio, ormai lei è il governatore dell’Italia”.

Così Gianluigi Paragone, ex M5S, ora senatore del gruppo Misto, rivolgendosi al premier Mario Draghi nell’Aula del Senato, poco prima del voto sulla fiducia al governo.

Un attacco, quello del senatore di Italexit, censurato dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati:

“Occorre usare terminologie più adeguate al rispetto di quest’aula. Il nostro vocabolario è molto ricco, quindi lei può usare parole rispettose”, dice la presidente del Senato.

Incappucciati della finanza: chi sono

“Contro gli incappucciati della finanza” è il saggio dell’economista e accademico keynesiano Federico Caffé, mentore di Mario Draghi, dove sono raccolti gli articoli di Federico Caffè scritti per Il Messaggero e L’Ora tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, fino alla vigilia della sua scomparsa, nell’aprile del 1987.

Questa raccolta comprende alcuni saggi critici relativi alla mancata ricostruzione del secondo dopoguerra: un disegno di programmazione democratica e partecipata dal basso a cui il professore dette un importante contributo come capo di gabinetto di Meuccio Ruini, ministro nel governo Parri.

Un intuizione che fu però messa da parte per far spazio al disegno neoliberista e conservatore di “liberalizzazione senza programmazione”.

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