L'albero della storia è sempre verde

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"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 febbraio 2021

Il Progetto Criminale dell'Euro non è irreversibile e chi lo dice è un euroimbecille che ha lasciato il ragionamento in preda ad un'ideologia assolutista

“Euro irreversibile? Una sciocchezza”: la risposta di Marcotti a Draghi

20 Febbraio 2021 - 09:57

La frase sull’irreversibilità dell’euro sta scatenando reazioni e riflessioni politiche ed economiche: perché le parole di Draghi sono una sciocchezza per l’esperto Marcotti.

“Euro irreversibile? Una sciocchezza”: la risposta di Marcotti a Draghi

Euro irreversibile e destinato ad essere per sempre la moneta dell’Italia? Per molti, Mario Draghi in primis, sì. Ma non per tutti.

Il dibattito sull’identità europeista del nuovo esecutivo è tutt’ora in corso, con una ricerca quasi affannosa di tutti i partiti a dichiarare la propria fedeltà all’Unione Europea come presupposto per entrare nelle grazie di Draghi.

Giancarlo Marcotti, esperto di finanza, ha espresso le sue valutazioni in merito nel suo consueto intervento a Money.it. La sua analisi va ben oltre l’affermazione sull’euro del presidente del Consiglio, soffermandosi su altri importanti - e cruciali - passaggi sul destino dell’Europa pronunciati dall’ex banchiere.

Perché, dunque, l’euro irreversibile è una sciocchezza e a cosa fare attenzione sui propositi europeisti di Draghi? Le risposte di Marcotti.
Nulla è irreversibile: nemmeno l’euro, l’analisi

Il pensiero di Marcotti sull’euro per sempre è molto vicino a quanto Salvini ha affermato giorni fa, scatenando un polverone di reazioni, ovvero: di irreversibile c’è solo la morte.

Il pensiero del nostro presidente del Consiglio, evidenziato proprio nel discorso per la fiducia al Senato, è quindi smontato completamente dall’esperto: è sciocco pensare che una moneta unica sia irreversibile, poiché non si può davvero sapere cosa accadrà nel prossimo o più lungo futuro.

Questa la sintesi per Marcotti, che ha risposto in modo provocatorio a Draghi:

“50 anni fa si poteva dire che la Yugoslavia era irreversibile e abbiamo visto come è andata a finire, ma sarebbe stato impensabile anche 50 anni ipotizzare che sarebbe scoppiata l’Unione Sovietica...e poi abbiamo visto cosa è successo. Siamo certi che tra 1.000 anni ci sarà ancora la Germania? Di irreversibile non c’è nulla...”
Il piano europeista di Draghi è una minaccia?

L’attenzione di Marcotti è andata ben oltre le parole sulla moneta unica.

A suo avviso, infatti, c’è stato un passaggio chiave e da non trascurare assolutamente sul disegno europeista che ha Draghi in testa e che potrebbe imporre alla stessa Italia.

Marcotti ha evidenziato la frase dell’ex banchiere su un potenziale e probabile prossimo bilancio unico europeo: è la fine della sovranità nazionale sui conti pubblici? Questa la riflessione dell’esperto:

“[Draghi ha detto] questa integrazione europea continuerà e produrrà un bilancio unico comune...cosa significa? Un qualcosa che va aldilà di quello fatto finora...e arriverà con certezza, non lo mette in dubbio....”

Marcotti non ha esitato a mostrare un certo allarmismo su tali obiettivi, mettendo in comparazione la reazione - silente - italiana e cosa invece sarebbe successo in Germania dinanzi alle stesse dichiarazioni:

“Cosa avrebbero detto i parlamentari tedeschi? Avrebbero applaudito sull’ euro irreversibile, ma sarebbero rimasti di sasso su un’integrazione europea che produrrà bilancio unico comune...mettere assieme i bilanci e i debiti...per la Germania vorrebbe dire accollarsi debiti anche di altri Stati, quali Italia e Spagna..”

Una prospettiva data per certa, anche se in un futuro lontano, da parte di Draghi. Che, però, secondo Marcotti, dovrebbe impensierire molto più dell’idea di un euro irreversibile. Un bilancio unico europeo sarà la vera minaccia?

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