L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 24 febbraio 2021

Il risparmiatore non deve essere tutelato ma STANGATO

CONTO SALATO, PUBBLICATO: 22 FEBBRAIO 17:07
Stangata conto corrente. Aumentano i costi. Ecco come
DI GIANNI CARBONE

Il 2021 è l'anno in cui sul conto corrente sono intervenute due importanti novità, che non fanno piacere ai milioni di titolari di un rapporto bancario o postale. Ci riferiamo al divieto di andare in rosso dal 1 gennaio 2021, voluto dall'EBA, e all'aumento dei costi di prelievo dagli sportelli ATM.


Il 2021 è l'anno in cui sul conto corrente sono intervenute due importanti novità, che non fanno piacere ai milioni di titolari di un rapporto bancario o postale. Ci riferiamo al divieto di andare in rosso dal 1 gennaio 2021, e all'aumento dei costi di prelievo dagli sportelli ATM non appartenenti al proprio circuito bancario. Una vera stangata in un momento in cui invece si rendono necessari più flessibilità ed una riduzione complessiva dei costi. Con il bonus cashback, la lotteria degli scontrini e il giro di vite sul riciclaggio, non dovrebbe più essere necessario prelevare contante. Eppure gli italiani che prediligono l'uso del cash sono ancora tantissimi e per loro queste novità non piaceranno affatto. 
Conto corrente in rosso: vietato dal 1 gennaio

Rosso! Il colore che non deve più esserci sul conto corrente dal 1 gennaio 2021. Sono le nuove regole EBA per i pagamenti degli addebiti automatici: se non ci sono disponibilità sufficienti a pagare, il conto corrente non potrà più andare in rosso, e la banca respingerà i RID. La banca potrà respingere l'addebito automatico se il saldo presente sul conto corrente o postale non è capiente per saldare la bolletta. Come meglio precisa Antonio Patuanelli, presidente dell'ABI:

Anzitutto riepiloghiamo la novità: dall'1 gennaio sono entrati in vigore i nuovi, più corti, limiti europei per la classificazione dei debiti come deteriorati con l'automatica classificazione in default di imprese e cittadini che abbiano ritardi di pagamenti superiori ad oltre 90 giorni rispetto alle scadenze concordate con le rispettive banche. Dunque, servirà maggiore attenzione. Da un lato nel rispetto delle scadenze concordate onde evitare di accumulare pagamenti arretrati; dall'altro bisognerà verificare meglio le entrate e le spese mensili e, altro fronte, controllare con attenzione il conto e le spese anche con carte di credito e bancomat.

Così imprese e famiglie si potranno vedere rigettati i pagamenti delle utenze come luce, acqua, gas, o i RID attivati per il pagamento delle imposte come la Tari, ma anche i pagamenti degli stipendi. In mancanza di disponibilità superiori ai pagamenti dovuti e tale per cui il conto non vada in rosso una volta effettuati gli addebiti, la banca blocca l’operazione e cancella il relativo Rid (disposizioni automatiche di pagamento). Le implicazioni sono deleterie sia per le famiglie che le imprese. Mentre prima una certa flessibilità era concessa ai titolari di conto corrente per poter gestire picchi di pagamento mediante l'istituto dello sconfinamento, ora devono prestare attenzione e monitorare in prossimità delle scadenze dei pagamenti se ci sono sufficienti fondi per poter eseguire le operazioni, pena la cancellazione degli stessi da parte della banca.

Stangata bancomat per prelievi dal conto corrente

La società che gestisce il circuito dei bancomat (per prelievi e pagamenti) è la Bancomat SpA. Ad ottobre 2020 aveva dato un doppio annuncio. Azzerare le commissioni per tutte le operazioni fino a cinque euro, utitlizzando bancomat o carte di credito, ma nello stesso tempo ha anche dichiarato di voler rivedere il modello di commissioni applicate alle operazioni di prelievo. Chi è Bancomat SpA? Una società partecipata da 125 società tra cui Intesa Sanpaolo che detiene il 25% circa del capitale; Unicredit con una quota del 19% circa; Iccrea Banca – che riunisce 132 Banche di Credito Cooperativo – con l’11,5% circa; Banco Bpm con il 7,6% e Monte dei Paschi di Siena con il 7,5%. Il modello esistente prevede che siano le singole banche a remunerare Bancomat SpA in caso di prelievi effettutati dai consumatori presso gli sportelli bancari. Il nuovo modello che Bancomat ha proposto, invece, è di ribaltare il costo direttamente sui consumatori. In particolare su coloro che prelevano contanti dagli ATM di una banca diversa da quella di cui sono clienti. 

Come spiegano in una nota da Bancomat, questa operazione richiede un'interazione tra le banche:

la banca emittente addebita sul conto corrente del proprio cliente la somma prelevata e accredita la stessa somma alla banca proprietaria dello sportello Atm. La banca proprietaria dello sportello Atm, inoltre, ottiene dalla banca emittente il pagamento della commissione interbancaria, il cui importo, attualmente pari a 0,50 euro, è fissato da Bancomat.

Oggi spetta alla banca emittente la carta, quindi la banca del consumatore che fa il prelievo, decidere se imputare o meno un costo al prelievo. Solitamente riportato nel prospetto informativo. La proposta, che però al momento è stata messa in stand by dall'Antitrust, mira a far pagare direttamente al cliente l'onere del prelievo al momento dell'operazione. 
Conto corrente: nuovi costi al prelievo

Ma quanto sarebbe la nuova commissione che la banca proprietaria dell'ATM farebbe pagare al consumatore che vuol prelevare? L'idea è quella di renderla nota prima dell’autorizzazione all’operazione di prelievo. Quindi non è dato sapere se non recandosi allo sportello ATM per prelevare. Un approccio molto diverso da quello ancora in essere che invece permette al cliente di ogni banca di sapere quanto costa prelevare presso gli sportelli ATM della propria banca e quanto invece rivolgendosi su altre banche o all'estero. La proposta metterebbe il consumatore, che necessita di contanti, in una posizione di debolezza contrattuale in quanto non conoscerebbe il costo dell'operazione se non poco prima di prelevare. Quindi se avrai bisogno di contanti e vai presso un ATM non della tua banca, non conoscerai il costo dell'operazione di prelievo finchè non sarai davanti allo sportello ATM. E cosa accade se la commissione è troppo alta? Potrai rinunciare al prelievo e provare in un'altra banca. Sempre che ci sia un altro sportello nelle vicinanze. E nei piccoli paesi in cui c'è solo uno sportello ATM? In questo caso il problema sarebbe veramente ingente. Ecco perchè l'Antitrust ha sospeso questa proposta. Ma perchè Bancomat ha deciso di proporre una modifica all'attuale sistema delle commissioni di prelievo? Secondo la società

questa nuova politica dei costi sarebbe giustificata dall’aumento degli investimenti sostenuti dalle banche nella gestione degli Atm, legati all’evoluzione tecnologica degli apparecchi e ai maggiori rischi collegati ad iniziative fraudolente più sofisticate; costi che, in molti casi, sarebbero maggiori rispetto all’ammontare della commissione interbancaria. Il nuovo sistema di remunerazione, invece, incentiverebbe maggiori investimenti da parte dei proprietari degli Atm sulle relative apparecchiature, a beneficio della platea dei consumatori.

La rapina al bancomat la fa la banca

La novità proposta dalla società Bancomat SpA, possiamo dirlo, che ha il monopolio del circuito dei prelievi e pagamenti con bancomat o carte di credito, spaventa. Anzi è una vera rapina fatta dal sistema bancario stesso. Tutti, quando abbiamo aperto il conto corrente abbiamo posto molta attenzione ai costi che la banca proponeva. Non solo quelli di apertura del conto o chiusura dello stesso, o i costi di tenuta del conto, o le commissioni per le varie operazioni in filiale. Ma anche quelle sui prelievi presso gli ATM. Soprattutto con le banche online, la scelta è ricaduta su quelle che offrono costo zero per ogni prelievo fatto presso qualsiasi sportello ATM. La proposta di Bancomat SpA, sembra logica. La banca presso la quale si preleva, anticipa il denaro per poi richiedere il "rimborso" alla banca del cliente. Ma nello stesso tempo il cliente soffrirebbe una condizione di incertezza legata alla mancata conoscenza dei costi di prelievo presso i vari istituti. Certo, nei grandi centri urbani la possibilità di scegliere consentirebbe di trovare l'ATM più conveniente. Ma nei piccoli centri, in cui lo sportello è unico, come si tutelerebbe il cliente che ha bisogno di prelevare denaro? Si potrebbero generare delle vere discriminazioni, perchè una banca chiederebbe al cliente che vuole prelevare su quel ATM di aprire un conto presso quella filiale. Se ad esempio la nuova proposta di Bancomat SpA andasse in porto, un cliente che volesse aprire un conto on line, rischierebbe di dover pagare una commissione al prelievo fatto presso l'unico sportello ATM del suo paesino senza conoscere prima il costo. La filiale potrebbe allora, proporre a quel consumatore, di aprire un conto presso di sè per non far pagare la commissione di prelievo. Ci sarebbe in questo modo una distorsione della concorrenza sulla quale l’Antitrust, nel frattempo, vuole vederci chiaro.

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