L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 febbraio 2021

Lavrov umilia l'Occidente e YouTube non riesce a sopportarlo

Bel tiro, Lavrov

Maurizio Blondet 13 Febbraio 2021 

Repressione in occidente, ministro russo denuncia censura youtube

Lavrov ha inviato a Borrell un video che ritraeva la repressione delle manifestazioni non autorizzate nei paesi dell’ Europa occidentale. Il documento è stato caricato sul canale Youtube del Ministero degli Esteri Russo. Youtube l’ha prontamente rimosso.



DAL CANALE TELEGRAM

XY, 1
[Forwarded from XY]
Estratto dal precedente:

Massacro diplomatico a Mosca: umiliato non solo Borrell, ma l’intera Unione europea!!!

“Domanda: “Ha visto il video che il suo omologo russo le ha preparato sulle violenze della polizia in Europa?” (come Macron tratta i dimostranti, ad esempio?)

Risposta: “Non ne ho avuto l’opportunità ma è chiaro che l’uso eccessivo della forza non è solo un problema russo”.

Lavrov non avrebbe potuto dirlo meglio. A ben guardare Lavrov non si era ancora mosso, avevano fatto tutto i giornalisti. Con Borrell è sufficiente.

Ma veniamo a Navalny, in fondo era l’obiettivo principale della visita, no? Qui la tragedia e la farsa si fondevano in un intreccio inestricabile (per il nostro).

Borrell, tra il frastornato e l’adorante, tentava l’ennesima captatio benevolentiae: “Non ci sono nuove proposte di sanzioni da parte di nessuno Stato membro dell’Unione europea”.

Dai, che stavolta ce la fai.

E invece no. Lavrov partiva in quarta ricordando al catalano Borrell che in Catalogna ci sono una decina di politici in prigione: per il reato di aver chiesto un referendum.

Poi il russo incalzava con la versione copyright del Cremlino: sull’avvelenamento di Navalny l’Europa ha mentito e si è dimostrata un partner inaffidabile.

Borrell muto come un pesce in barile. Ma come, non eravamo amici?” …


02.21 06:24 

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