L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 febbraio 2021

Stracciato unilateralmente il trattato internazionale, impedito il commercio estero mettendo in crisi l'intera economia iraniana e il benessere complessivo di un popolo si lamentano, il vittimismo è un arma politica potente, che l'Iran a sua volta non rispetti più un trattato che è divenuto carta straccia. Si è perso ogni logica per essere fedeli all'ideologia del padrone

Iran produce uranio metallico violando gli accordi

La dichiarazione dell’AIEA dimostra che l’Iran ha violato l’accordo sul nucleare stipulato nel 2015

-11 Febbraio 2021


Secondo un rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’Iran produce uranio metallico da sabato scorso. A riportare la notizia è il Wall Street Journal, citando un rapporto confidenziale delle Nazioni Unite. Questa iniziativa della repubblica islamica violerebbe gli accordi sul nucleare stipulati nel 2015.

L’Iran produce uranio metallico?

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Iran avrebbe prodotto uranio metallico in piccole quantità. Il Journal cita un rapporto confidenziale dell’ONU. La repubblica islamica avrebbe iniziato l’attività di produzione lo scorso sabato, presso una struttura a Isfahan. L’uranio metallico potrebbe venire utilizzato per formare il nucleo di un’arma nucleare, in tal caso il composto dovrebbe essere ulteriormente arricchito. Queste procedure da parte dell’Iran violano l’accordo sul nucleare stipulato nel 2015. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha dichiarato in un rapporto che l’Iran aveva detto di aver iniziato lo sviluppo di apparecchiature per la produzione di uranio metallico a Isfahan.

L’Iran ha già iniziato a produrre uranio al +20%

Un portavoce dell’AIEA ha confermato al WSJ che la produzione di uranio metallico è parte di un lavoro di ricerca iraniano. La repubblica islamica ha recentemente ripreso l’arricchimento di uranio del 20%. Lo scorso anno il parlamento di Teheran aveva approvato una legge per la ripresa dell’arricchimento. Questo avveniva dopo che il principale scienziato iraniano moriva assassinato in un attacco “per opera di Israele” secondo le autorità iraniane.

La situazione alimenterà le tensioni USA-Iran

Questa situazione porterà sicuramente ad alimentare nuove tensioni fra Iran e USA. il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che gli USA devono compiere i primi passi per ripristinare l‘accordo nucleare dell’amministrazione Obama, accordo che l’amministrazione ha abbandonato nel 2018. I funzionari di Biden hanno garantito la possibilità di tornare all’accordo con Teheran quando il Paese rispetterà l’accordo. L’AIEA aveva affermato a novembre che l’Iran ha accumulato 12 volte le scorte di uranio consentite dall’accordo del 2015.

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